Montagna
domenica 4 Ottobre, 2026
Bivacco in alta Val Gabbiolo, via libera della Provincia: 12 posti letto a 2.510 metri e un investimento di 177 mila euro
di Stefano Marini
Il progetto delle Guide alpine di Pinzolo prevede una struttura di 20 metri quadrati sui resti di un vecchio riparo. L’intervento nel Parco Adamello Brenta sarà possibile con precise prescrizioni ambientali
Un bivacco alpino in Alta Val Gabbiolo? Si può fare. A certificarlo il Servizio Sviluppo Sostenibile e Aree Protette della Provincia che lo scorso 21 settembre ha espresso valutazione di incidenza positiva sul progetto per la realizzazione di un bivacco alpino in alta Val Gabbiolo nel comune di Strembo, a patto di rispettare una serie di prescrizioni. Se anche le successive fasi dell’iter andranno a buon fine, la struttura a forma di capanna offrirà 10 posti letto più altri due per emergenza e 11 posti seduti al tavolo.
A proporre la costruzione del bivacco è stato, lo scorso 20 luglio, il Gruppo Guide alpine di Pinzolo. Come riporta la determina provinciale «il progetto prevede la realizzazione di una nuova struttura destinata a ricovero di emergenza occasionale» in alta Val Gabbiolo nel comune di Strembo e all’interno del Parco Naturale Adamello Brenta. Il luogo scelto si trova su un «un terrazzo fluvioglaciale posto a quota 2510 metri di quota, in testata della vallata».
La struttura verrà costruita sui resti di un bivacco precario «realizzato con pietre posate a secco e utilizzato come riparo da alpinisti e un tempo usato dai pastori», area raggiungibile tramite un percorso escursionistico definito come «impegnativo» e «frequentato prevalentemente da alpinisti diretti verso le vie alpinistiche del gruppo del Gabbiolo».
La struttura consisterà in «un prefabbricato di ridotte dimensioni, con superficie di ingombro pari a circa 20 metri quadrati, un volume di circa 29 metri cubi ed un’altezza massima di 3,15 metri, posata su un basamento realizzato mediante pietrame reperito in loco».
Quanto alle prescrizioni imposte dalla Provincia per poter realizzare il bivacco, «al fine di evitare interferenze con il periodo riproduttivo delle specie presenti lungo il versante, i lavori saranno programmati successivamente al 15 agosto», mentre per evitare che la nuova struttura attiri un eccesivo numero di escursionisti inesperti e potenzialmente poco rispettosi dei luoghi, il percorso esistente dovrà mantenere le attuali caratteristiche «di tracciato alpinistico impegnativo e selettivo, con elevato dislivello, significativa acclività, elementi che richiedono una adeguata esperienza e preparazione nella frequentazione dell’ambiente di alta montagna».
Se il progetto verrà realizzato troverà compimento un’idea di Clemente Maffei «Guerèt», storica guida alpina di Pinzolo, che la lanciò nel 1957. Pochi anni dopo, il progetto, a lungo dato per fatto, naufragò a causa della morte della guida alpina e sacerdote di Bocenago, don Livio Caldera, avvenuta proprio sul sentiero d’accesso alla Val Gabbiolo. L’idea oggi è di recuperare l’intuizione di Clemente Maffei, intitolando proprio a lui la struttura.
«Si tratta di un’idea condivisa tra i Comuni di Strembo e di Pinzolo – spiega il sindaco di Strembo, Manuel Gritti – che nasce da una proposta delle Guide alpine di Pinzolo e Campiglio. Strembo ha messo a disposizione l’area per la realizzazione della struttura, che si trova all’interno del Parco Adamello Brenta. È ormai in rovina e di fatto esisteva solo sulla carta».
Dopo il via libera della Provincia ci sono ulteriori passi da compiere: «Ora – continua Gritti – bisogna finalizzare la convenzione, poi potrà avere luogo l’iter autorizzativo comunale, quindi, saranno le guide alpine a provvedere alla progettazione in collaborazione con la Provincia che finanzierà l’intervento, stimato in 177 mila euro».
Quanto alle specifiche del nuovo bivacco, si punta a realizzare una struttura multifunzionale. Una base attrezzata in multistrati di pino, nella quale siano ricavabili 5 posti letto oppure, cambiando configurazione, 11 posti seduti a tavola. Nella parte superiore altri 2 posti letto e un mezzanino con ulteriori 3 cuccette, più la possibilità, in caso di emergenza, di ricavare altre due vani per riposare. IL tetto sarà a due falde rivestite in alluminio e verniciate a polvere anticorrosione in grigio scuro, con una fascia giallo arancio a tutt’altezza verniciata con pigmenti luminescenti in modo da renderla facilmente riconoscibile anche in condizioni di scarsa visibilità.
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