Montagna

sabato 3 Ottobre, 2026

Recuperanti a caccia di reperti sul ghiacciaio di Lares, il blitz dei forestali: nove sanzioni

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Mobilitati anche gli elicotteristi: il materiale sequestrato consegnato al Museo della Grande Guerra

Oltre un secolo dopo, il ghiacciaio di Lares continua a restituire tracce della Grande Guerra. Badili, ramponi, borracce e maschere antigas, ma anche oggetti in cuoio, occhiali, bottiglie per farmaci e barattoli. E ancora frammenti di munizioni e residuati bellici. Materiali che raccontano la vita quotidiana dei soldati impegnati sul fronte ad alta quota e che, allo stesso tempo, possono rappresentare un rischio per chi frequenta oggi la montagna.

È questo il bilancio dell’attività di vigilanza condotta dal Corpo forestale del Trentino sul ghiacciaio di Lares: 40 persone controllate e nove sanzioni amministrative.

L’operazione si è svolta tra metà agosto e metà settembre nell’area compresa tra il passo di Cavento, le creste dei Folletti e la cima del Carè Alto. Il personale forestale, appositamente formato, ha operato su due fronti: la tutela del patrimonio storico e la sicurezza delle persone che frequentano l’alta quota.

Nel corso dei controlli è stato sequestrato materiale di diversa natura, riconducibile soprattutto alla vita quotidiana dei soldati che durante la Prima guerra mondiale si trovavano a combattere a oltre 3.000 metri di quota.

I reperti sono stati consegnati al Museo della Grande Guerra di Spiazzo Rendena, dove potranno essere conservati e valorizzati come testimonianze della storia del territorio.

L’attività di vigilanza ha interessato un’area di quasi tre chilometri quadrati, compresa tra i circa 2.700 metri del punto più basso del ghiacciaio e i 3.400 metri del Corno di Cavento.

Complessivamente il personale del Corpo forestale ha effettuato sette salite sulla cresta tra il Cavento e il Folletto: cinque con il supporto del Nucleo Elicotteri della Provincia autonoma di Trento e due a piedi, con rientro sempre a piedi.

Ai controlli in quota si sono aggiunte le attività svolte in Val di Borzago e in Val di Lares, anche con il supporto del personale di custodia.

L’attenzione non si è concentrata soltanto sui reperti storici. Con il progressivo ritiro dei ghiacci, infatti, nuove aree possono tornare alla luce e riportare in superficie anche residuati bellici ancora potenzialmente pericolosi.

Per questo, parallelamente alla vigilanza sui prelievi, gli operatori del Corpo forestale hanno fornito supporto alle attività di ricerca e bonifica degli ordigni condotte nello stesso periodo dai militari specializzati del 2° Reggimento Genio Guastatori di Trento.

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