Salute

sabato 3 Ottobre, 2026

Tumori, in Trentino diagnosi aumentate del 18%. E con gli screening cala il rischio: mortalità in forte diminuzione

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Tra il 2007 e il 2021 i nuovi casi sono passati da 2.930 a 3.460 l’anno, ma i tassi standardizzati mostrano un quadro diverso: incidenza in calo tra gli uomini e mortalità in diminuzione per entrambi i sessi

Rendere i dati sui tumori più precisi, omogenei e confrontabili in tutta Europa per capire meglio come cambia il rischio di ammalarsi, valutare l’efficacia delle cure e orientare le politiche di prevenzione. È l’obiettivo di CancerWatch, l’Azione congiunta europea finanziata dal programma Eu4Health. Nei giorni scorsi i rappresentanti del Registro tumori trentino hanno partecipato a Utrecht, nei Paesi Bassi, all‘Assemblea generale del progetto, che riunisce 92 organizzazioni di 29 Paesi europei. A un anno dall’avvio, CancerWatch ha completato la più ampia indagine mai realizzata sui registri tumori europei, coinvolgendo 192 registri di popolazione, e ha sviluppato nuovi strumenti metodologici e informatici per produrre indicatori epidemiologici armonizzati sulla sopravvivenza e sulla prevalenza dei tumori.

Il lavoro servirà anche ad aggiornare il Sistema europeo di informazione sui tumori, con nuove statistiche attese entro la fine del 2026. L’obiettivo è arrivare a dati più tempestivi e comparabili tra Paesi, così da poter leggere in modo più preciso le differenze nell’incidenza, nella sopravvivenza e nella mortalità oncologica. I registri tumori rappresentano infatti uno degli strumenti principali per monitorare l’andamento delle neoplasie nella popolazione. Raccolgono e validano le nuove diagnosi, permettendo di capire quali tumori siano più frequenti, come cambi il loro numero nel tempo e quali risultati producano prevenzione, screening e cure. Anche i dati trentini mostrano quanto sia importante distinguere tra il numero assoluto dei casi e il rischio effettivo di ammalarsi. Tra il 2007 e il 2021 le nuove diagnosi oncologiche sono aumentate: si è passati da circa 2.930 nuovi casi all’anno nel triennio 2007-2009 a circa 3.460 nel periodo 2019-2021. Un aumento che risente però anche della crescita e dell’invecchiamento della popolazione residente. Considerando invece i tassi standardizzati per età, che consentono di confrontare correttamente periodi diversi neutralizzando l’effetto dell’invecchiamento della popolazione, il quadro cambia. Negli uomini l’incidenza dei tumori è in diminuzione, con una variazione media annua dell’0,81% in meno. Nelle donne, invece, l’incidenza risulta sostanzialmente stabile. È soprattutto sul fronte della mortalità oncologica che emerge una tendenza positiva.

Nel periodo considerato la mortalità oncologica è diminuita significativamente sia tra gli uomini sia tra le donne: la riduzione media annua è stata del 3,29% negli uomini e dell’1,70% nelle donne. «I dati del Registro tumori mostrano che in Trentino la mortalità oncologica continua a diminuire», sintetizza William Mantovani, direttore del Servizio di epidemiologia clinica e valutativa e responsabile del Registro tumori di Asuit. Per Mantovani, la partecipazione agli screening oncologici e la diffusione di stili di vita sani potrebbero portare nei prossimi anni a un’ulteriore riduzione del rischio di ammalarsi. Ma per capire se queste strategie funzionano, sottolinea il responsabile, servono dati affidabili. «Non possiamo migliorare ciò che non siamo in grado di misurare», afferma Mantovani. Il progetto guarda intanto anche alla gestione futura dei dati sanitari. Tra le attività previste ci sono lo sviluppo di strumenti digitali, l’adozione di standard comuni, nuove metodologie per il calcolo degli indicatori di sopravvivenza e prevalenza e la preparazione dei registri tumori al futuro European Health Data Space, lo Spazio europeo dei dati sanitari. L’obiettivo, in questo caso, non è soltanto avere statistiche più precise.

I dati raccolti dai registri possono infatti diventare uno strumento per orientare le decisioni di sanità pubblica, individuare eventuali disuguaglianze nell’accesso alla prevenzione e alle cure e valutare nel tempo l’efficacia degli interventi. Le evidenze prodotte dai registri tumori hanno contribuito, tra l’altro, anche alla definizione della normativa italiana sul diritto all’oblio oncologico. Per il Trentino, dunque, la partecipazione alla rete europea significa mettere a disposizione il proprio patrimonio informativo e, allo stesso tempo, adottare strumenti comuni per rendere i dati locali confrontabili con quelli degli altri Paesi. Un passaggio che punta a trasformare le informazioni sulla malattia in conoscenza.

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