Cronaca

sabato 3 Ottobre, 2026

Uccisione dell’orsa F36, morto uno dei due imputati. Le associazioni animaliste (non tutte) ammesse come parti civili

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I due cacciatori all’epoca dei fatti avevano 71 e 77 anni, uno è mancato. Processo al via
F36 con il radiocollare al momento della sua cattura nel 2018

Passano da due a uno gli imputati per la morte di F36, l’orsa che era stata freddata con un colpo di fucile al torace e la cui carcassa era stata rinvenuta il 27 settembre 2023 in val Bondone, a Sella Giudicarie. I due cacciatori all’epoca dei fatti avevano 71 e 77 anni, uno nel frattempo è venuto a mancare. A comunicare la notizia e il conseguente stralcio della sua posizione dal processo, è stata la giudice Schiavo nel corso dell’udienza sulla morte dell’orsa. Il resto dei lavori sono stati dedicati alla valutazione dell’immissione delle associazioni che si erano costituite parte civile nel processo. Undici le associazioni che si erano fatte avanti, chiedendo danni per un totale di 600mila euro, 8 quelle alla fine ammesse.

Sono state escluse Liv Odv, Udga e Wwf Italia. Ammesse invece altre otto tra cui Lav, Leal, Oipa e Enpa.
«i giudici hanno riconosciuto la legittimazione dell’associazione animalista a partecipare al procedimento, essendo LAV uno dei principali enti votati alla tutela degli animali e dell’ambiente in Italia, i cui interessi sono stati palesemente lesi dal vile atto di uccisione» esulta la Lav. «F36 era un’orsa schiva, che non aveva mai causato alcun problema ai cittadini trentini». L’associazione rivendica come prima si sia «opposta alla richiesta di archiviazione del processo per la sua uccisione, offrendo tutti gli elementi necessari affinché il procedimento penale andasse avanti, e ora l’associazione è stata ammessa come parte civile nel processo, così da poter offrire il suo supporto tecnico e legale perché sia fatta definitivamente giustizia per l’orsa F36».

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