Salute

martedì 29 Settembre, 2026

Sanità trentina, Zanella (Pd) attacca: «Sui radiologi è in atto un processo di privatizzazione. I pazienti sottoposti a lunghi viaggi»

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Interrogazione del consigliere dem sulla gestione delle cliniche convenzionate: denunciati problemi di interoperabilità dei sistemi e criticità sulla qualità dei referti

Tempi di attesa che allungano i percorsi dei pazienti, carenze nell’organico pubblico e dubbi sulla qualità degli esami eseguiti nelle strutture convenzionate. È un quadro critico sulla gestione della radiodiagnostica in Trentino quello tracciato dal consigliere provinciale del Partito Democratico Paolo Zanella, che ha depositato un’interrogazione a risposta scritta indirizzata alla Giunta guidata da Maurizio Fugatti.

Al centro dell’atto d’ispezione politica c’è la progressiva espansione dei centri privati accreditati sul territorio aziendale e la parallela sofferenza delle strutture sanitarie pubbliche dell’Azienda Sanitaria Universitaria Integrata di Trento (Asuit).

L’esodo dei tecnici e le trasferte dei pazienti

Un primo punto centrale della contestazione riguarda la tenuta degli organici e la pianificazione dell’offerta sul territorio. «Non è chiaro quanto questo fiorire di privato convenzionato abbia drenato personale dal pubblico – si legge nel testo firmato dal consigliere dem – che non riesce più a dare risposte efficaci e congrue nei numeri rispetto alle richieste radiodiagnostiche e quindi si sia costretti ad andare nel privato accreditato».

La diretta conseguenza per i cittadini si tradurrebbe in spostamenti anche molto lunghi per effettuare accertamenti di routine: «È esperienza comune a tante persone che quando si prenotano esami radiologici – dalle radiografie, alle ecografie fino a TAC e RMN – gli appuntamenti vengono fissati spesso in questi centri, che spesso sono dall’altro capo del Trentino rispetto a dove risiede la persona, magari dal Primiero si viene mandati in Tonale». Tra le realtà citate figura l’Alp Trauma Clinic, che conta sette sedi distribuite tra la Val di Sole, la Val Rendena e l’Alto Garda.

I nodi dell’interoperabilità informatica

Un ulteriore elemento di doglianza tocca l’integrazione tecnologica tra le piattaforme informatiche degli operatori privati e quelle dell’azienda sanitaria provinciale, necessaria anche per l’alimentazione del Fascicolo Sanitario Elettronico. Nonostante gli impegni assunti nei mesi scorsi e le scadenze legate all’adeguamento delle infrastrutture digitali, «permane il problema segnalato sulla mancata interoperabilità con i sistemi informativi di ASUIT da parte di alcune cliniche private convenzionate, per cui quando un cittadino esegue esami diagnostici è necessario che porti CD oppure link con password ai medici di ASUIT per poter vedere le immagini, facendo loro perdere tempo».

Il consigliere ricorda l’articolo 24 della legge provinciale 16 del 2010, secondo cui il rispetto delle specifiche di sanità elettronica costituisce un requisito essenziale per il mantenimento dell’accreditamento.

Qualità delle immagini e ripetizione degli esami

L’interrogazione solleva infine dubbi sulla risoluzione tecnica di alcune apparecchiature in dotazione e sulla conseguente efficacia diagnostica. Vengono infatti riportate segnalazioni secondo cui medici di medicina generale e specialisti si troverebbero talvolta nella necessità di far ripetere gli approfondimenti nel servizio pubblico.

Ciò avverrebbe, dichiara l’esponente dell’opposizione, «probabilmente a causa dell’utilizzo di macchinari obsoleti, della bassa potenza del campo magnetico della RMN rispetto al quesito clinico, del rumore di fondo per mancata calibrazione dei macchinari, della velocità di esecuzione perché è necessario performare per fare più esami ed ottenere più tariffe di rimborso». Una circostanza che, conclude Zanella, rischia di tradursi per l’utente nel pagamento di un doppio ticket e in un’ulteriore ed evitabile esposizione alle radiazioni.

Attraverso i quesiti posti, l’esponente dem chiede alla Giunta di quantificare le scoperture d’organico (tra medici radiologi e tecnici TSRM), il numero di strutture convenzionate negli ultimi otto anni, il volume complessivo delle prestazioni esternalizzate e quali misure si intendano adottare per garantire un effettivo controllo pubblico su processi ed esiti delle diagnosi.

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