L'intervista
giovedì 24 Settembre, 2026
«Boom di Calisthenics: da Pergine a Trento. Vi spiego il perché»
di Jacopo Mustaffi
Alice Giaffredo racconta un successo nato quasi per caso. Sabato a Caldonazzo la società dell’atleta perginese organizza «Endgame», una manifestazione con allenamenti aperti a tutti e «battle» con sportivi famosi
In Trentino il calisthenics – o allenamento a corpo libero – viaggia a ritmi da record tra strutture affollate e richieste che superano spesso la capienza dei corsi. Un successo spinto da un mix perfetto di benefici fisici, psicologici ed economici, che ha trasformato la semplice disciplina in un vero e proprio movimento sul territorio. Lo dimostra la crescita del Calisthenics Trento, la società guidata da Alice Giaffredo, nata quasi per gioco al parco di San Cristoforo a Pergine e arrivata oggi a promuovere «Endgame», un meeting di livello nazionale che, sabato 26 settembre al Parco al Lago di Caldonazzo, unirà corsi, workshop e gare per avvicinare chiunque a questa nuova disciplina.
Giaffredo, gli attrezzi per il calisthenics stanno proliferando nei parchi pubblici trentini. Quanto è cresciuto il movimento nell’ultimo anno?
«La crescita è costante, sia tra i praticanti attivi sia tra i semplici curiosi. Come Calisthenics Trento abbiamo registrato un boom di richieste rispetto allo scorso anno, al punto che per questioni di spazio abbiamo dovuto a malincuore rinunciare a qualcuna».
L’interesse riguarda solo i più giovani o coinvolge una fascia d’età più ampia?
«Coinvolge davvero tutte le fasce d’età: dagli adolescenti alle persone di cinquant’anni. È una disciplina trasversale che porta enormi benefici a chiunque la pratichi».
Quali benefici in particolare?
«Negli adulti riscontriamo miglioramenti straordinari su mobilità, prevenzione dell’osteoporosi e dolori alla schiena: moltissime persone raccontano di aver eliminato del tutto il mal di schiena. Per i giovani è un forte incentivo a socializzare e fare attività all’aperto. Inoltre, i nostri eventi richiamano appassionati da fuori provincia, generando un indotto turistico che vorremmo valorizzare sempre più insieme al territorio».
A proposito di eventi, sabato organizzate Endgame, un grande meeting con gare, workshop e ospiti. È riservato agli esperti o è aperto a tutti?
«È aperto a chiunque, anche a chi parte da zero. La mattina ci saranno corsi e workshop con atleti esperti, mentre il pomeriggio sarà dedicato all’allenamento libero. In chiusura si terranno le battle: sfide tra atleti d’élite da fuori regione per mostrare il calisthenics ai massimi livelli nazionali».
Tra gli ospiti figurano nomi importanti, come il finlandese Samu Könönen. Quali discipline vedremo in azione?
«Nella programmazione sono incluse le tre branche principali della disciplina: Skill, Endurance e Zavorre, ossia lo Street Lifting».
Che differenza c’è tra la categoria Skill e la Endurance?
«L’Endurance è un lavoro ad alta intensità basato su numeri elevati di ripetizioni dei tre esercizi base: trazioni, push-up e dip. La Skill, invece, è la disciplina figurativa: l’atleta ha a disposizione un tempo prestabilito, di solito tra i 45 secondi e un minuto, per eseguire figure statiche e dinamiche agli anelli, alle parallele o alla sbarra. Con punteggi assegnati in base alla difficoltà».
In Trentino abbiamo atleti di punta o giovani promesse?
«Sì, il movimento locale riserva grandi talenti. Nell’Endurance spicca Lorenzo Diana, vincitore della Tridentum League. Per la Skill abbiamo un atleta storico come Paolo Lucin e una giovanissima promessa di soli 16 anni, Jake Norman, davvero fortissimo per la sua età».
Oltre a Endgame, durante l’anno organizzate competizioni ufficiali? Come funziona il circuito agonistico?
«Il calisthenics non è ancora riconosciuto dal Coni, quindi ogni associazione gestisce le proprie gare con regolamenti interni. Noi organizziamo la Tridentum League, che si svolge principalmente in estate al parco di Caldonazzo».
Il parco di Caldonazzo è attrezzato al meglio per questo tipo di manifestazioni?
«Assolutamente sì, è senza dubbio il miglior parco della Valsugana. È stato progettato e realizzato su richiesta specifica di chi praticava calisthenics già da tempo. Un nostro socio, Alessandro Zanoni, ha raccolto le firme con i ragazzi della zona per far costruire una struttura fatta “a regola d’arte” da un’azienda specializzata e il Comune si è dimostrato collaborativo».
Questo significa che molti altri attrezzi nei parchi pubblici non vengono realizzati con la stessa attenzione?
«Capita spesso di vedere aree poco funzionali, con barre troppo larghe o parallele distanti: dettagli che rendono l’allenamento difficile o rischioso per la salute. Ovviamente è sempre meglio avere un parco attrezzato rispetto a non averlo, ma la qualità fa la differenza. Per questo siamo molto orgogliosi della struttura di Caldonazzo: la gestione del parco ci è stata affidata dal Comune tramite una convenzione biennale dove ci occupiamo della manutenzione e della pulizia ed è la sede perfetta per tutti i nostri eventi».
In chiusura, com’è nata la realtà di Calisthenics Trento?
«L’associazione è nata ufficialmente nel 2024, ma le radici risalgono al post-Covid, quando un gruppo di amici ha iniziato ad allenarsi a corpo libero al parco di San Cristoforo. Notando l’interesse crescente attorno a noi, abbiamo approfondito tecnica e didattica; da lì abbiamo capito che da quel piccolo gruppo poteva nascere qualcosa di più grande da trasmettere alla comunità».
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