Il caso

giovedì 24 Settembre, 2026

Riva, la contraddizione della riserva Val Gola tra tutela e Ciclovia del Garda

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Accordo con Tirlindana e sommozzatori per sorvegliare la sponda e curare la frega dell'alborella: 7.500 euro l'anno. A monte, però, piante tagliate dai lavori

Verrebbe da dire due pesi e due misure sulla riserva locale Val Gola che fa «capillarmente parte del “parco Fluviale della Sarca” (Rete di Riserve della Sarca)», e che si situa interamente nel Comune di Riva, perché, se a monte è completamente attraversata dai lavori per la Ciclovia del Garda (si ricorderanno i tagli di piante, lo sfalcio a zero del terreno ecc), a valle il Comune sta facendo tutto il possibile per garantire il suo corretto funzionamento, la sua tutela e il suo mantenimento, tanto da aver appena stipulato un contratto trilaterale con l’Associazione Amici della Tirlindana Garda Trentino e il Gruppo sommozzatori Riva per garantire «l’efficacia delle tutele e dei divieti di accesso vigenti nell’area di riserva». L’iniziativa si inserisce nel programma di interventi triennale 2026 – 2028 del Parco Fluviale della Sarca nell’ambito della convenzione novennale che prevedeva la realizzazione di un piano di gestione della riserva Val Gola che definisca gli obiettivi di conservazione, le modalità di tutela delle specie di interesse e degli habitat, le azioni di monitoraggio e intervento, le misure di regolamentazione delle attività antropiche. Proprio per questo sarà cruciale capire come i due interventi possano trovare entrambi autorizzazione all’interno delle norme appena citate. Tirlindana e Sommozzatori saranno quindi in prima linea per conservare l’ambito più prezioso della Val Gola: «garantire un tratto di sponda del tutto indisturbato dove ritrovare e tutelare l’habitat naturale originario, ricreando una sede protetta e ottimale per la riproduzione». A loro sono affidati alcuni dei principali compiti di mantenimento e conservazione. Si adopereranno per un monitoraggio periodico e visivo anche via lago per verificare il rispetto dei divieti di accesso e sbarco nella riserva. Sul progetto di reintroduzione dell’alborella prenderanno in esame gli ambienti della riserva prendendosi cura dei letti di frega naturali e proteggeranno le aree più sensibili della riserva. Monitoreranno le fasi di frega e individueranno il periodo stagionale migliore per eseguire eventuali interventi. Creeranno ove necessario dei letti di frega artificiali. Se necessario segnaleranno alle forze di polizia qualsiasi illecito ambientale, sbarco non autorizzato o intrusione. A loro anche la manutenzione della parte terrestre della riserva oltre a tutte quelle iniziative necessarie alla cura della riserva stessa e alla sua delimitazione e segnalazione. L’amministrazione, per l’importante lavoro svolto ha messo a bilancio un budget complessivo annuale di 7.500 euro che servirà per operare nel migliore dei modi. Resta però il tema del doppio trattamento della Val Gola, soprattutto in considerazione delle operazioni di realizzazione della ciclovia del Garda e, ancor più dell’effettivo e reale impatto che potrebbe avere la frequentazione massiccia di persone sulla ciclovia a ridosso (seppure a monte) sull’equilibrio dell’habitat.

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