Cinema
giovedì 17 Settembre, 2026
Ad Andrea Pallaoro l’Aquila di San Venceslao: «Trento ha formato il mio sguardo sul cinema. Chi ringrazio? Mia mamma, mi ha insegnato la dignità»
di Massimo Furlani
Il regista trentino ha ricevuto dal sindaco Ianeselli la massima onorificenza della città. In serata la prima trentina di «The Echo Chamber», in concorso a Venezia
Per la seconda volta, a distanza di 25 anni dalla prima, l’Aquila di San Venceslao, sigillo della città e massima onorificenza conferita dal Comune di Trento, finisce nelle mani di un trentino protagonista nel mondo del cinema. Si tratta del regista Andrea Pallaoro che ieri sera, davanti al Salone di Rappresentanza di Palazzo Geremia gremito di autorità, conoscenti e ammiratori, ha ricevuto direttamente dal sindaco Franco Ianeselli il prestigioso riconoscimento. «Che emozione – ha timidamente esordito il regista dopo essere stato accolto da un lunghissimo applauso – Per me questo è un momento estremamente significativo: il legame che mi unisce a questa città è imprescindibile. Trento è il mondo della mia infanzia, della mia adolescenza, delle mie prime volte. Un luogo dove mi sono sentito amato e talvolta incompreso: lo dico con sincera gratitudine, perché anche questo ha avuto un peso in quello che è stato il mio percorso artistico. Trento è anche il luogo dove mi sono innamorato del cinema, dove ho iniziato a sognare di fare cinema, e dove si è iniziato a formare il mio sguardo, cioè il mio lavoro. Quando parlo di “sguardo” non intendo il modo di guardare, ma ciò che si sceglie di guardare e il punto da cui si decide di farlo. Per me questo significa avvicinarsi a qualcuno senza bisogno di catalogarlo, giudicarlo, accettare il mistero dell’altro. Questo è quello che mi affascina più di tutto, e Trento ha profondamente influenzato questa mia idea». Pallaoro si è quindi emozionato durante i ringraziamenti agli amici e ai familiari, in particolare quando si è soffermato a ringraziare sua mamma, che «continua a insegnarmi con disarmante semplicità cosa sia la dignità». «Accolgo questo sigillo come un riconoscimento per queste persone e come un invito a continuare a rischiare e mettermi in discussione, a scegliere la curiosità al posto della certezza – ha concluso il regista – Soprattutto, come un appello a difendere il mio sguardo, le mie idee da quel bisogno umano di compiacere». Prima della consegna, la cerimonia si era aperta con gli interventi dell’amica e collega di Pallaoro Natasha Subramaniam e del responsabile del programma cinema del Trento Film Festival Mauro Gervasini, che hanno ripercorso le tappe della sua carriera del regista esaltandone le doti artistiche: «Ricordo la clamorosa sorpresa provata guardando il suo primo lungometraggio Medeas – sottolinea Gervasini – Ricordo che anche Scorsese ne rimase impressionato. Le sue scelte sono impressioniste e rivoluzionarie: Andrea non spiega, non forza interpretazioni. Il suo sguardo sul cinema è unico. Il suo viaggio è in pieno svolgimento, e siamo tutti sicuri che si confermerà all’insegna dell’originalità e del proprio stile». Subramaniam ha raccontato anche del Pallaoro “fuori” dal cinema: «La sensibilità artistica di Andrea si estende oltre il suo lavoro – ha rivelato – È una persona collaborativa, che non considera nessuno più o meno importante. Una persona gentile che si preoccupa sempre del benessere di famiglia, amici e colleghi, e che contribuisce attivamente a formare una comunità artistica vivace. Attraverso Andrea, poi, ho iniziato a guardare la città dove vivo, Los Angeles, con occhi nuovi. Trento ha plasmato il suo coraggio, il suo spirito di avventura, il suo amore per la natura. Elementi che emergono sia in lui come persona che nelle sue opere». Anche Ianeselli ha poi omaggiato il regista trentino prima di consegnarli il sigillo: «Siamo orgogliosi dell’originalità del suo progetto di cinema d’autore, che avrà ancora tante occasioni per dispiegarsi e rivelarsi a noi spettatori – ha detto il primo cittadino – Sentiamo di aver bisogno dei suoi film, capaci di far viaggiare insieme lo stile e l’emozione, l’accuratezza e l’eleganza dell’immagine con l’umanità dolente dei personaggi. È per questo che la città intera vuole testimoniare la propria amicizia e stima nei suoi confronti e che, raccogliendo le sollecitazioni e l’affetto dei suoi numerosi amici ed estimatori, sono onorato di consegnarle l’antico sigillo della città di Trento». La serata è poi proseguita al Supercinema Vittoria per la prima proiezione trentina dell’ultimo film di Pallaoro, The Echo Chamber, in concorso all’83esima Mostra del CInema di Venezia. Al termine del film, il regista è salito sul palco per dialogare con Gervasini.
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