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domenica 13 Settembre, 2026

«Luoghi scomparsi – Storie che restano»: la leggenda di Cadrobio, l’origine di Cavalese, i resti, gli scavi e il borgo che affiora

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La seconda puntata del podcast di Jessica Pellegrino, un viaggio che intreccia memoria, ricerca archeologica e racconti tramandati

La seconda puntata della terza stagione di «Luoghi scomparsi – Storie che restano» conduce alla scoperta di Cadrobio, un paese scomparso di cui oggi rimangono poche tracce, ma che continua a vivere nella memoria della comunità. Il podcast, a cura di Jessica Pellegrino, torna così a raccontare uno dei luoghi che il tempo ha trasformato, seguendo le tracce rimaste sul territorio e intrecciandole con le testimonianze, la ricerca e i documenti storici.

È proprio il rapporto tra memoria e ricerca il filo della nuova puntata. Un viaggio che parte da ciò che resta per provare a ricostruire la storia di un luogo che non esiste più nella sua forma originaria, ma che non è scomparso del tutto. A conservarne il ricordo sono le persone, le storie tramandate, le tracce ancora leggibili sul territorio e il lavoro di chi, attraverso la ricerca archeologica e i documenti, prova a ricomporre i frammenti del passato.

Cadrobio è un luogo particolarmente significativo anche per il legame che, secondo le leggende, avrebbe con le origini dell’abitato di Cavalese. È proprio questo intreccio tra storia, memoria e tradizione a rendere il racconto ancora più interessante: da un paese oggi scomparso si apre una finestra sul passato di una comunità e sulla nascita di uno dei centri della valle.

La terza stagione di «Luoghi scomparsi – Storie che restano» nasce infatti da un cambio di prospettiva. Se nelle precedenti puntate al centro c’erano soprattutto i luoghi trasformati dal tempo, questa nuova edizione vuole interrogare più direttamente il concetto di memoria: non soltanto ciò che è andato perduto, dunque, ma ciò che continua a sopravvivere attraverso i racconti delle comunità e le tracce lasciate nel paesaggio.

I quattro episodi della stagione affrontano storie differenti, accomunate dalla stessa domanda: che cosa rimane di un luogo quando quel luogo non esiste più? La risposta non è necessariamente nelle sue strutture o negli edifici che ancora si possono riconoscere. Può trovarsi nella memoria di chi ne ha sentito parlare, nelle leggende, nei documenti conservati negli archivi, nelle testimonianze e nei segni che il territorio continua a custodire.

Cadrobio rappresenta in questo senso un punto d’incontro tra la memoria collettiva e gli strumenti della ricerca. Il racconto prova a ricostruire la storia del paese attraverso fonti diverse, mettendo in relazione ciò che viene tramandato con quello che emerge dalle ricerche archeologiche e dai documenti storici. Un modo per restituire un’identità a un luogo che rischierebbe altrimenti di rimanere soltanto un nome legato al passato.

Il podcast diventa così anche uno strumento per guardare il territorio con occhi diversi. Dietro un paesaggio apparentemente immutato possono nascondersi insediamenti scomparsi, comunità che hanno cambiato forma, storie che continuano a essere raccontate e tracce che attendono di essere riconosciute. È attraverso queste stratificazioni che il passato torna a dialogare con il presente.

La terza edizione di «Luoghi scomparsi – Storie che restano» prosegue dunque il viaggio iniziato nelle stagioni precedenti, ma lo fa spostando l’attenzione dalla semplice scomparsa alla persistenza della memoria. Quattro episodi diversi per storia e ambientazione, uniti dall’idea che raccontare un luogo significhi anche raccontare le persone che lo hanno abitato, attraversato e ricordato.

Con Cadrobio, il viaggio entra nel territorio dove memoria, leggenda e ricerca si incontrano. E dove ciò che sembra scomparso può tornare a essere raccontato, fino a riannodare il filo con le origini di Cavalese.

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