Scienze
mercoledì 9 Settembre, 2026
La zanzara coreana in Trentino compie 15 anni: «Resiste al freddo e in montagna si trova bene». Un convegno di Muse e Fem farà il punto
di Redazione
Preoccupa anche peché tramsette malattie tra cui dengue, chikungunya, Zika e gli agenti della filariosi felina e canina
È presente in Europa da oltre vent’anni e in Italia, compreso il Trentino, dal 2011. La Aedes koreicus, conosciuta come zanzara coreana, è ormai stabilmente insediata in diversi territori temperati, ma le sue dinamiche ecologiche restano ancora meno conosciute rispetto a quelle della più diffusa zanzara tigre.
In Trentino la specie mostra i maggiori livelli di attività tra luglio e settembre, ma la sua capacità di adattarsi alle temperature più basse le consente di vivere anche in ambienti montani e pedemontani, dove altre specie di zanzare hanno maggiori difficoltà.
Oltre 40 esperti a confronto
Lo stato delle conoscenze sulla specie è stato al centro di un workshop organizzato nel febbraio 2026 dalla Fondazione Edmund Mach, dal MUSE – Museo delle Scienze di Trento, dall’Università di Camerino e dall’Università di Pavia.
Al confronto hanno partecipato oltre 40 esperti italiani ed europei. Le riflessioni emerse dall’incontro sono confluite in un recente articolo scientifico pubblicato sulla rivista internazionale Acta Tropica, che raccoglie e aggiorna le conoscenze disponibili sulla zanzara coreana, attraverso anche una revisione della bibliografia esistente.
Nonostante la presenza della specie in Europa dal 2008 e in Italia dal 2011, gli esperti sottolineano come le informazioni raccolte finora siano ancora «frammentate e limitate». Tra le priorità indicate ci sono quindi l’armonizzazione e il potenziamento delle strategie di sorveglianza e comunicazione.
«Questo articolo a più mani dimostra come la sinergia tra enti di ricerca sia la chiave strategica per trasformare lo scambio di dati in conoscenza concreta, fondamentale per anticipare e gestire le sfide ecologiche, sanitarie e ambientali legate alle specie invasive», spiegano Giovanni Marini, dell’Unità ecologia applicata del Centro Ricerca e Innovazione FEM, e Valeria Lencioni, dell’Ambito di Ricerca Clima ed Ecologia del MUSE.
Più resistente al freddo della zanzara tigre
Una delle caratteristiche che distingue Aedes koreicus dalla zanzara tigre è la maggiore capacità di sopportare le basse temperature. Questo le permette di colonizzare anche aree montane e pedemontane e di rimanere attiva più a lungo nel corso dell’anno, dalla tarda primavera fino all’autunno.
La presenza della zanzara coreana può inoltre complicare le attività di sorveglianza della zanzara tigre, anche perché le due specie possono essere facilmente confuse. Le uova sono quasi identiche, rendendo necessari ulteriori accertamenti per arrivare a un’identificazione certa.
Il possibile rischio sanitario
Sul fronte sanitario, alcuni esperimenti condotti in laboratorio hanno dimostrato che la specie può essere in grado di trasmettere alcuni virus e parassiti, tra cui dengue, chikungunya, Zika e gli agenti della filariosi felina e canina.
Questo dato, però, non significa automaticamente che la zanzara coreana rappresenti oggi un rischio sanitario concreto in Europa. Gli stessi ricercatori evidenziano infatti la necessità di comprendere meglio se e in quale misura questa capacità di trasmissione si traduca in un rischio effettivo nelle condizioni naturali europee.
Per questo, secondo gli esperti, sarà fondamentale continuare a raccogliere dati sulla diffusione della specie, sulla sua ecologia e sulle eventuali implicazioni sanitarie, migliorando al tempo stesso il coordinamento tra ricerca, monitoraggio e comunicazione.
L'iniziativa
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