Vallagarina

martedì 8 Settembre, 2026

Bypass di Rovereto, l’apertura di Rfi: «Pronti a rivedere l’ingresso a Marco»

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Lo spostamento dell’imbocco potrebbe ridurre alcune interferenze con l’abitato, ma potrebbe allo stesso tempo crearne di nuove con il territorio

Si valuteranno alternative progettuali per l’imbocco sud del bypass ferroviario di Rovereto, ossia, si rivedrà progettualmente l’ingresso del tunnel a Marco. È questa una delle principali novità emerse dal «Documento conclusivo del Dibattito Pubblico del progetto “Lotto 3B – Circonvallazione di Rovereto”», approvato da Rete Ferroviaria Italiana. Una novità che nasce dalle osservazioni raccolte durante il confronto e che potrebbe comportare un allungamento dei tempi del procedimento autorizzativo.
Il documento fa il punto sui contributi arrivati durante il Dibattito pubblico: 29 contributi, dai quali sono scaturite 542 osservazioni, ricondotte a dieci ambiti tematici. Tra le questioni considerate prioritarie c’è proprio quella dell’imbocco sub, rispetto al quale le richieste avanzate avanzate erano finalizzate sopratutto a ridurre gli effetti dell’intervento sull’abitato di Marco.

Rfi annuncia quindi una specifica fase di approfondimento progettuale nella quale saranno valutate «possibili configurazioni alternative rispetto a quella presentata in dibattito». Non si tratta dunque di una modifica già definita del tracciato, ma dell’apertura di una nuova verifica sulla soluzione progettuale. L’eventuale spostamento dell’imbocco potrebbe ridurre alcune interferenze con l’abitato, ma potrebbe allo stesso tempo crearne di nuove con il territorio e con le infrastrutture presenti, oltre ad aumentarne l’occupazione di suolo agricolo.
La valutazione dovrà quindi tenere insieme fattibilità tecnica, sicurezza dell’esercizio ferroviario, tutela dell’abitato e sostenibilità ambientale. L’obiettivo dichiarato è individuare «la soluzione complessivamente più equilibrata», in grado di conciliare la protezione delle aree abitate con i requisiti tecnici e funzionali della nuova infrastruttura. Gli esiti degli approfondimenti saranno condivisi con gli enti competenti.
La conseguenza è anche temporale. Il documento precisa infatti che queste attività «comporteranno un aggiornamento delle tempistiche del procedimento» rispetto a quelle indicate durante il dibattito pubblico, perché sarà necessario inserire una fase ulteriore di approfondimento e, se necessario, di nuovo sviluppo progettuale.
L’imbocco sud non è l’unico punto del progetto finito sotto la lente. Sul fronte nord sono state avanzate richieste per un tracciato più aderente alla linea ferroviaria storica. Rfi ricorda che, nei tratti all’aperto, il nuovo tracciato è già previsto per quanto possibile in affiancamento a quello esistente, così da contenere il consumo di suolo. In sotterraneo, invece, la sovrapposizione non è sempre possibile, per la necessità di rispettare requisiti geometrici e prestazionali più stringenti e per la presenza di vincoli come l’Adige, la statale 12, le aree abitate e le risorse idriche. Un altro tema emerso è stato quello dell’«opzione 0», cioè la possibilità di non realizzare la nuova infrastruttura e intervenire soltanto sulla linea esistente. Su questo punto Rfi conferma la necessità della Circonvallazione per gli obiettivi di potenziamento del Corridoio ferroviario del Brennero. Secondo il documento, il solo ammodernamento della linea non sarebbe sufficiente nel medio-lungo periodo a garantire capacità, affidabilità, regolarità e competitività adeguate alla crescita attesa del traffico ferroviario. La nuova infrastruttura dovrà inoltre essere coerente con la Galleria di Base del Brennero e consentire la circolazione di treni merce più lunghi e pesanti.
Restano centrali anche le questioni ambientali e idrogeologiche. Per il Pfte sono in corso 34 sondaggi, con prove di permeabilità, che serviranno a costruire un modello idrogeologico più solido. È previsto inoltre un monitoraggio della falda, delle risorse idriche e del comportamento del terreno.
Per lo scavo in galleria sarà utilizzata una fresa scudata, la Tbm, con l’obiettivo di manetere sotto controllo le condizioni geotecniche e idrogeologiche. Rfi conferma poi la predispozione di un piano di monitoraggio ambientale e di un piano ambientale di cantierizzazione, con controlli su rumore, polveri, vibrazioni, acque superficiali e sotterranee e suolo.
Il documento chiude ribadendo la disponibilità di Rfi a partecipare a tavoli permanenti con gli enti e a collaborare a eventuali organismi di monitoraggio.

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