Economia

lunedì 7 Settembre, 2026

Pacchi dalla Cina e nuove tariffe. In Francia si vedono i primi effetti: spedizioni giù del 40%

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Dal primo luglio sulle spedizioni sotto i 150 euro provenienti dai Paesi extra Ue si applica un dazio di 3 euro. L’Unione commercio dell’Alto Adige: «Primo passo, ma servono più controlli»

Le nuove tariffe doganali introdotte dall’Unione europea per i pacchi provenienti dai Paesi extra Ue iniziano a produrre i primi effetti. In Francia, secondo i dati più recenti delle autorità doganali, le importazioni di spedizioni con un valore inferiore ai 150 euro, in particolare quelle provenienti dalla Cina, sono diminuite tra il 30 e il 40 per cento.

Dal primo luglio 2026, sulle spedizioni di merci sotto i 150 euro viene applicato un dazio di tre euro, con l’importo che può variare in base alla categoria merceologica.

L’Unione commercio turismo servizi dell’Alto Adige valuta positivamente i primi dati francesi. Secondo l’associazione, la riduzione delle importazioni può contribuire a riequilibrare la concorrenza tra le piattaforme e i venditori extraeuropei e le imprese locali.

«Si tratta di un segnale importante. I nostri commercianti locali devono poter competere in un mercato che funzioni secondo le stesse regole per tutti. Chi vende merci nell’Ue deve rispettare anche gli stessi standard, obblighi e costi», sottolinea il presidente dell’Unione, Philipp Moser.

L’associazione invita però a non considerare il nuovo dazio come una soluzione definitiva. Ogni giorno, sottolinea, continuano ad arrivare sul mercato europeo milioni di pacchi provenienti dall’Estremo Oriente.

«Il dazio doganale è un primo passo, ma da solo non risolve il problema. Le violazioni delle norme non devono diventare un modello di business e tantomeno un vantaggio competitivo», afferma Moser.

L’Unione chiede quindi controlli doganali «rapidi ed efficaci» e sollecita un’introduzione tempestiva del previsto Customs Data Hub europeo.

Il sistema dovrebbe consentire di raccogliere in modo centralizzato i dati doganali relativi a importatori e commercianti online provenienti da Paesi terzi, facilitando l’individuazione di eventuali anomalie e possibili violazioni.

Per l’associazione altoatesina, accanto agli strumenti tariffari è necessario rafforzare anche i controlli sul rispetto delle regole europee.

«Chi viola ripetutamente le disposizioni europee deve essere soggetto a sanzioni concrete, fino ad arrivare al blocco dell’attività. Solo così potremo garantire in modo duraturo condizioni di concorrenza eque per le nostre imprese», conclude Moser.

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