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lunedì 7 Settembre, 2026

Niente autobus garantito per soli 40 metri. Il sindaco di Fiavè contro la Provincia: «Quel tratto di strada è pericoloso, non può prevalere la burocrazia»

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A pagarne la conseguenze tre famiglie di Stumiaga. L'assessore Gottardi: «Al lavoro per trovare una soluzione»

Novecentosessanta metri. Questa è la distanza calcolata dal Servizio Mobilità della Provincia tra la frazione di Stumiaga e la scuola primaria di Fiavé. Meno di un chilometro. Tanto è bastato per escludere tre bambini di quarta e quinta elementare dal servizio di trasporto scolastico.
La comunicazione è arrivata alle famiglie in questi giorni: i tre bambini, secondo quanto indicato dal Servizio, dovranno raggiungere la scuola a piedi. Il motivo è legato ai criteri provinciali per l’accesso al trasporto scolastico: per la scuola dell’obbligo il diritto al servizio scatta, in via ordinaria, quando la distanza da percorrere a piedi tra abitazione e scuola supera il chilometro. In questo caso la misura si ferma a 960 metri.

Il problema è soprattutto nel percorso. Per raggiungere la scuola a piedi i bambini dovrebbero infatti percorrere un tratto della statale 421 privo di marciapiede. Prospettiva che preoccupa molto le famiglie, considerata l’età dei bambini e il traffico, anche pesante, tra corriere di linea, camion e trattori. Tra mezzi che transitano a velocità sostenuta, l’assenza di uno spazio protetto per i pedoni e le condizioni meteorologiche nei mesi invernali, quei metri vengono considerati tutt’altro che semplici da percorrere per tre bambini delle elementari.
L’alternativa per le famiglie sarebbe di accompagnare i figli a scuola oppure considerare un percorso interno alternativo. Da Stumiaga si può raggiungere Fiavé attraverso la strada comunale che collega i due centri. In questo caso però la distanza risulterebbe superiore al chilometro.

La situazione è complicata dal numero di richieste. Negli ultimi anni il Comune di Fiavé ha registrato una crescita della popolazione rispetto ai comuni limitrofi e il pulmino non è più sufficiente a soddisfare le domande. Il mezzo ha 20 posti, i bambini sono 23. La graduatoria per usufruire del servizio ha dei criteri di priorità: alunni con bisogni educativi speciali, maggiore distanza dalla scuola, alunni più piccoli e quelli appartenenti al medesimo nucleo familiare. I tre bambini di Stumiaga sono rimasti esclusi sulla base della distanza rilevata.

Una situazione che ha lasciato le famiglie preoccupate e allo stesso tempo sorprese, soprattutto considerato che il pulmino scolastico continuerà comunque a raggiungere Stumiaga per raccogliere altri bambini rientrati nella graduatoria.
La vicenda è stata sottoposta all’attenzione del sindaco di Fiavé Beniamino Bugoloni che assicura: «Mi metterò in contatto con gli enti predisposti e cercherò di trovare una soluzione quanto prima per la sicurezza di questi bambini».

La questione resta però ancora aperta. Il Servizio mobilità ha previsto una nuova rivalutazione dei casi entro il prossimo 10 ottobre, quando però la scuola sarà già iniziata da oltre un mese. Nel frattempo le famiglie chiedono una soluzione prima dell’inizio delle lezioni e che tenga conto non soltanto della distanza calcolata sulla carta, ma anche delle effettive condizioni del percorso che i giovanissimi alunni dovrebbero affrontare a piedi per andare a scuola.

«Il limite del chilometro come criterio al di sotto del quale non è “garantito” il trasporto è stabilito da oltre 15 anni — sottolinea l’assessore ai trasporti della Provincia, Mattia Gottardi — normalmente quando i numeri dei bambini iscritti nella singola scuola sono costanti non si verificano disservizi e, in caso di posti disponibili sul mezzo, tenuto conto degli utenti sopra il chilometro, i bambini vengono caricati».

Ciò detto, si sta facendo il possibile per risolvere il problema: «Negli scorsi anni le famiglie dei bambini residenti sotto il chilometro dalle scuole avevano ricevuto una comunicazione specifica che derogava al criterio della distanza poiché erano disponibili posti sul mezzo — prosegue l’assessore — in questo caso, al momento, il numero dei bambini richiedenti e con i requisiti colma la capienza del mezzo e quindi hanno ricevuto una comunicazione di non disponibilità. È un evenienza che si verifica in molti territori nei giorni precedenti l’inizio della scuola, dato che i numeri definitivi arrivano dalle scuole con pochissimo preavviso. Il servizio è al lavoro per trovare una soluzione per minimizzare i disagi, non solo nel caso di Fiavè, ma in tutto il Trentino».

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