Cultura
domenica 6 Settembre, 2026
Poplar 2026, ecco il programma: definitivo The Avalanches, Floating Points, Sama’ Abdulhadi e forse qualche sorpresa
di Redazione
Dal 26 al 28 settembre il festival attraversa Doss Trento e Piedicastello tra musica internazionale, artisti italiani e trentini, incontri, workshop e arte. Torna Poplar Cult!, con quattro pomeriggi gratuiti e l’anteprima della mostra «Rifrazioni» del T Quotidiano.
Finalmente, anche se quel «e molto altro» fa pensare che il team di Poplar ci riserverà ancora qualche sorpresa, ecco il programma definitivo del Festival 2026. Un vortice che attraversa la città e mette insieme musica, cultura, arte e territorio: dal Doss Trento a Piedicastello, dove torna Poplar Cult! e dove ci sarà anche un’anteprima di «Rifrazioni», la mostra curata dal T Quotidiano che quest’anno è media partner dell’evento. Nato nel 2017 come una giornata di musica al Parco delle Albere, Poplar ha attraversato gli anni della pandemia, portando la sua programmazione al Muse, sulla Terrazza di Sardagna e al Castello del Buonconsiglio, fino ad arrivare al Doss Trento, ormai la sua casa.
Il programma
Proprio nella capacità di coniugare una proposta musicale internazionale con una ricerca attenta sulla scena italiana e locale, il festival continua a trovare la propria identità: grandi nomi accanto ad artisti ancora da scoprire, con uno scouting che prova a intercettare i suoni di domani. Tra gli ospiti internazionali spicca Floating Points, alias Sam Shepherd, unica data italiana. Il suo percorso attraversa elettronica, ricerca e musica orchestrale e il 28 agosto ha pubblicato «Mere Mortals», colonna sonora realizzata per il San Francisco Ballet. Un ritorno importante è quello degli australiani The Avalanches, gruppo che con «Since I Left You» ha costruito un universo fatto di funk, psichedelia, big beat, sampling e malinconia pop e che il 16 ottobre pubblicherà «No Bad Memories». A Trento arriverà anche Sama’ Abdulhadi, dj e produttrice palestinese tra i nomi più riconosciuti della scena techno internazionale, che sarà protagonista anche di un incontro a Poplar Cult! dedicato alla scena musicale palestinese e al rapporto tra arte e performance. Il programma internazionale comprende inoltre Ela Minus, Maruja, HAAi, Madra Salach, l’astro nascente Dove Ellis, 4AM KRU, Donny Benét, Lime Garden, Florence Road, Corto.Alto, Sophia Stel, Gans ed Ellis D. Se l’apertura internazionale resta uno dei tratti distintivi degli ultimi anni del festival, altrettanto importante è la fotografia della musica italiana. Torna Rareş, dopo il set site-specific del 2020 tra gli scheletri del Muse. Questa volta arriva con la band e con il nuovo album «Sincero!», confermandosi tra i nomi più interessanti dell’indie italiano. Ci sarà Marco Castello, polistrumentista siciliano capace di muoversi tra pop, funk e jazz, anche lui protagonista a Cult! di un incontro con Lorenzo Luporini. Sul palco salirà Angelica Bove, seconda a Sanremo Giovani 2026 e vincitrice del premio della Critica «Mia Martini» e di quello della Sala Stampa, con il suo album d’esordio «Tana». Torna in Italia anche Birthh, alias Alice Bisi, dopo il percorso artistico costruito negli Stati Uniti tra soul, jazz ed elettronica. E ancora Freshmula, artista italo-senegalese che ha aperto il live italiano di Tyler, The Creator, e Piccolo (nome d’arte di Duccio Capponi), già nei BNKR44 e ora impegnato nel proprio percorso da solista. La scena italiana si completa con Pippo Sowlo, Marco Fracasia, Lamakkina, Aldolà Chivalà, Visconti, Cavalli Mongoli, Westcross, Sandri, Marta Del Grandi, Macedonia Sintetica, Veneto d’Acciaio, DJ Set (Band) e Ggiovanni. Una parte della proposta resta poi legata al territorio. Ci sono Bob and the Apple, progetto psych-rock nato dall’incontro di amici trentini oggi divisi tra Parigi e Berlino, Emilio Paranoico, tra rap, punk e controcultura, Post Swag, con il suo mix di punk, hip-hop e paranoia da internet, Zanonér, che porta una «musica dalle Alpi», e Cheyenne, tra atmosfere psichedeliche e immaginari da colonna sonora anni Sessanta. Tornano anche Faccianuvola, che chiuderà il ciclo live de «Il dolce ricordo della nostra disperata gioventù» dopo il debutto a Utopia 2025, e Okgiorgio, già presente nel 2024 e nelle prime due edizioni di Poplar Utopia, con un nuovo live set insieme a Ciauru e Leo.
C’è anche Cult!
Quattro pomeriggi gratuiti a Piedicastello saranno invece dedicati a Poplar Cult!, il programma culturale che affianca i concerti e amplia il festival oltre la musica. Tra gli ospiti ci sarà Fumettibrutti, che presenterà «Cigni selvaggi», il suo primo romanzo, in uscita l’8 settembre. Con lei Gabriella Dal Lago, Martina Micciché, Federica Fabrizio, Sofia Torre, Serena Mazzini, Priscilla De Pace e Lorenzo Gagliardi. Giorgia Fumo sarà protagonista della Creator Masterclass con «Scrolling Infinito», mentre Cartoni Morti insieme con Captalismo affronteranno una della grandi utopie Gen Z: la pensione. Di soldi e disuguaglianze parleranno Diletta Sereni, Alice Spano ed Edoardo Vitale, mentre il panel di Unicittà «Quanto ci costa vivere a Trento?» metterà a confronto l’assessora Giulia Casonato insieme con Andrea Brighenti e il presidente della Consulta comunale Aronne Mattedi. La musica sarà presente anche nella parte di discussione, con Rareş e Faccianuvola protagonisti dell’incontro «Hanno previsto pioggia», Sama’ Abdulhadi intervistata da Claudio Biazzetti di Gq Italia e Angelica Bove insieme a Backline per parlare di industria musicale e disuguaglianze di genere. Il programma guarda anche all’attualità, con una serie di incontri dedicati a temi politici e sociali: dalla repressione e dal diritto alla protesta alla tecnologia e al lavoro, dal rapporto con il territorio alla Palestina e ai conflitti in Medio Oriente. Ne discuteranno Annalisa Camilli, madonnafreeeda, Luciana Grosso, Giuditta Pini, Paolo Bosca, Irene Doda, Giuseppe De Marzo, Federico Zappini, Caterina Moser, Randa Ghazy, Pietro Forti e Laura Silvia Battaglia. A completare Cult! ci saranno workshop di wheatpasting, yoga, decorazione dei vestiti, Swap Party, Repair Café, scrittura creativa e attività dedicate alla migrazione. Anche l’arte avrà un ruolo centrale con Poplart, tra live drawing e illustrazione, con Mitremanolemani, Clara Fois e Alec Trenta, e i lavori di madonnafreeeda. E proprio qui troverà spazio un’anteprima di «Rifrazioni», la mostra curata dal T Quotidiano, che si inserisce nel percorso di Poplar dedicato all’incontro tra linguaggi e alla capacità del festival di guardare alla città non soltanto come luogo dei concerti ma come spazio culturale da attraversare. Resta ancora da svelare la line-up dell’Eden Stage.
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