La storia
sabato 5 Settembre, 2026
Tommaso Vaccari, consigliere comunale di Rovereto, respinto da Israele: «Non accettano opinioni diverse»
di Giacomo Polli
Fermato al confine con la Cisgiordania, gli agenti gli hanno mostrato un dossier sulle sue attività politiche e sulle manifestazioni a sostegno dei palestinesi. Per il consigliere è scattato un divieto d’ingresso nel Paese di dieci anni.
Tommaso Vaccari, consigliere comunale con delega alla pace e alla cooperazione internazionale del Comune di Rovereto, è stato respinto dalle autorità israeliane al King Hussein Bridge, confine tra Giordania e Cisgiordania controllato da Israele, per aver manifestato nei mesi scorsi contro il genocidio in Palestina. Vaccari aveva programmato «un viaggio autofinanziato con l’obiettivo di fare visita ad alcuni progetti di volontariato internazionale e di incontrare alcune municipalità e associazioni con cui il Comune di Rovereto sta avviando percorsi di conoscenza reciproca» racconta il consigliere. Arrivato al confine, però, non ha potuto continuare il suo viaggio. Le autorità israeliane lo hanno fermato, identificato e successivamente interrogato: «Mi hanno mostrato un dossier con tutte le informazioni su di me — racconta Vaccari —. Avevano documenti e fotografie prese con ogni probabilità dai miei social network. Mi hanno mostrato i contenuti che ho condiviso sui miei canali dove condannavo le violenze contro il popolo palestinese. C’erano anche foto mie mentre protestavo durante le manifestazioni organizzate in Italia a sostegno della Palestina». Nel dettaglio, le foto a disposizione delle autorità israeliano mostravano Vaccari presente alle manifestazioni andate in scena lo scorso anno a Perugia e a Trento. «In una delle foto che mi hanno mostrato ero con un attivista italiano, Gennaro Giudetti, anch’esso limitato dal governo israeliano tramite un provvedimento che vieta l’accesso al paese» spiega.
Una documentazione che nel complesso Vaccari definisce «ampia e dettagliata» relativa alla sua attività politica e di attivismo svolta nei mesi ed anni scorsi in favore della Pace in Medio Oriente e che ha portato le autorità israeliane a impedirli l’accesso nonostante il consigliere fosse in possesso — afferma — di tutta la documentazione prevista.
«Al termine del controllo mi è stato consegnato un provvedimento di divieto d’ingresso nel territorio israeliano della durata di 10 anni — sottolinea Vaccari —. Hanno poi motivato definendomi un attivista contro Israele». Momenti, quindi, in cui non è mancata la preoccupazione: «Mi sono sentito limitato negli spostamenti: noi come italiano abbiamo un passaporto che permette di viaggiare praticamente ovunque ma quello di Israele è un regime che non accetta pensieri e opinioni differenti rispetto a quelle del loro attuale governo. Mi sono sentito non voluto. Sono arrivati addirittura a revocare un visto già concesso».
Una volta compresa l’impossibilità di accedere al Paese, Vaccari ha fatto prima ritorno in Giordania, Stato nel quale era arrivato qualche giorno prima dall’Italia, e poi è tornato a Rovereto in anticipo rispetto alla programmazione prevista nel momento della partenza. «Ciò che è accaduto a me e che spesso accade ad altri volontari e volontarie internazionali è ben poca cosa rispetto alle sofferenze che la popolazione palestinese di Gaza e della Cisgiordania subisce quotidianamente sotto il peso di un’occupazione sempre più violenta — continua il consigliere roveretano —. Il mio viaggio aveva una finalità chiara: sostenere progetti di volontariato e creare reti solidali tra municipalità. É evidente che per il governo israeliano chi lavora per la pace non è il benvenuto. Voglio ringraziare di cuore tutte le persone che in queste ore mi hanno fatto arrivare la loro solidarietà, con tutte loro ci siamo ripromessi di continuare il lavoro di difesa dei diritti dei palestinesi che non può e non deve essere criminalizzato o ridotto al silenzio. Hanno bloccato la mia persona ma non fermeranno i nostri ideali e il nostro lavoro condiviso».
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