Il caso

sabato 5 Settembre, 2026

Rifugio Altissimo, Comune e Sat: «Impianto reflui autorizzato, nessuna fogna a cielo aperto»

di

Dopo le polemiche degli scorsi giorni, gli enti presentano la documentazione tecnica e l'esito del sopralluogo del 31 agosto

Comune di Brentonico e Sat intervengono per fare chiarezza sul sistema di trattamento e dispersione dei reflui del Rifugio Altissimo “Damiano Chiesa”, dopo le notizie diffuse nei giorni scorsi che parlavano di una presunta “fogna a cielo aperto” sul Monte Baldo. Le due realtà respingono la ricostruzione e rivendicano, sulla base della documentazione agli atti e dei sopralluoghi effettuati, la piena regolarità dell’impianto.

Secondo quanto ricostruito da Comune e Sat, il sistema non consiste in uno scarico diretto sul terreno, ma in un impianto autorizzato composto da un trattamento primario – con disoleatore e vasca Imhoff – seguito da una rete di dispersione interrata. L’attuale zona disperdente, realizzata nel 2016 a valle di Malga Tolghe su indicazione del Servizio Geologico della Provincia autonoma di Trento, è formata da sei ramali di circa 30 metri ciascuno.

L’impianto era stato autorizzato dal Comune nel 2016 e successivamente inserito nel procedimento di Autorizzazione Unica Territoriale, concluso nel 2020. I pozzetti visibili nell’area, spiegano Comune e Sat, non sono punti di scarico incontrollato ma fanno parte del sistema disperdente autorizzato: a monte i reflui vengono trattati, a valle vengono dispersi attraverso la rete interrata.

A sostegno della loro versione, Comune e Sat citano due verifiche recenti. La prima è una prova a massimo carico effettuata nel 2026 su richiesta del Servizio Geologico provinciale sul sistema disperdente condiviso dai rifugi Altissimo e Graziani: la relazione idrogeologica ne avrebbe confermato il corretto funzionamento nella gestione dei reflui provenienti dalle fosse Imhoff dei due rifugi. La seconda è un sopralluogo della Sat, condotto il 31 agosto 2026 direttamente sull’impianto del Rifugio Altissimo, il cui esito – corredato da documentazione fotografica di pozzetti, uscita della vasca Imhoff e trincea drenante – non avrebbe riscontrato sversamenti superficiali al di fuori dei manufatti controllati.

Nella nota congiunta, le due realtà sottolineano l’importanza di basarsi su dati verificati quando si trattano temi legati alla tutela ambientale, mettendo in guardia da rappresentazioni che, a loro giudizio, rischiano di generare allarmismo ingiustificato e di gettare un’ombra sul lavoro di chi si occupa quotidianamente della gestione del territorio. Comune di Brentonico e Sat annunciano infine che continueranno, ciascuno per le proprie competenze, a garantire attenzione e controlli sul sistema, nell’ottica della tutela del Monte Baldo.

Commenti: