Ciclismo

giovedì 3 Settembre, 2026

A Borgo la magia della Coppa d’Oro con dedica a Stefano Casagranda, scomparso un anno fa. «La avrebbe voluta così»

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In due fine settimana quasi tremila talenti del pedale si sfideranno in Valsugana

Nella prima metà di settembre, Borgo Valsugana cambia faccia. Il centro in riva al Brenta per oltre una settimana diventa la capitale – non solo italiana – del ciclismo giovanile. Il format ormai è collaudato. Si inizia sabato 5 e domenica 6 con la 28ª Coppetta d’Oro, l’evento dedicato ai giovanissimi (miniciclisti dai 6 ai 12 anni) che si daranno battaglia al Centro sportivo di via Gozzer e nelle immediate vicinanze: gli iscritti al primo weekend sono 1486, e se si contano le famiglie al seguito il numero assume proporzioni pazzesche. Poi sabato 12 la «maratona» di 5 gare una dietro l’altra, dalla Coppa Rosa per allieve alle quattro Coppe di Sera per le due annate di esordienti maschi e femmine.

Sino al gran finale, la «vera» Coppa d’Oro di domenica 13, quando saranno in 477 a sognare di iscrivere il proprio nome in un albo d’oro – è proprio il caso di dirlo – aperto nel 1965 (a Avio) dal veneto Pietro Poloni e poi ricco di nomi altisonanti come Giuseppe Saronni (1974), Gianni Bugno (1980), Alessandro Bertolini (1987), Ivan Basso (1993), Diego Ulissi (2004 e 2005), Sonny Colbrelli (2006), Alberto Bettiol (2009), e via via sino ad Alessio Magagnotti (2023), Brandon Fedrizzi (2024) e lo sloveno Maks Olinik (2025). Sì, perché da decenni ormai la Coppa d’Oro vanta un respiro internazionale che dà alla corsa borghigiana un prestigio anche superiore al campionato italiano di categoria.

A essere precisi, l’albo d’oro è aperto da Mario Maschietto e – per ora – è chiuso da Borut Olenik. Chi sono? I direttori sportivi dei ragazzi che hanno tagliato il traguardo a braccia alzate nella prima e nella scorsa edizione, perché da sempre la Coppa è il «Gran Premio d’Italia dei direttori sportivi». «Una particolarità che mi ha sempre affascinato – ha evidenziato ieri alla Birreria Absolut di Borgo, sede della presentazione, la presidente del Coni Trentino, Paola Mora – e che dà il giusto valore alla squadra, anche in uno sport individuale». «L’entusiasmo delle persone da fuori – ha sottolineato Giovannina Collanega, presidente del Veloce Club Borgo – ci dà la spinta per continuare, poi c’è la forza che ci dà Stefano: la consapevolezza di fare quello che voleva lui ci fa superare ogni fatica». «Stefano» è Casagranda, l’ex professionista e storico presidente del Veloce portato via lo scorso autunno – a 52 anni d’età – da un male incurabile. Sarà la prima Coppa senza di lui, con l’organizzazione e tutto il mondo del pedale che lo ricorderà nella maniera migliore: non con un momento di raccoglimento, ma con un traguardo volante in via Spagolla, l’epicentro del secondo weekend di una «Settimana d’Oro» che in tutto vedrà quasi 3000 talenti in sella. Tra loro, tutti i campioni italiani esordienti e allievi della corsa su strada e una significativa rappresentanza straniera, con atleti provenienti da Germania, Slovenia, Danimarca, Bulgaria e Messico.

Tra le novità dell’edizione 2026 c’è l’allungamento del percorso della Coppa Rosa: il tracciato passerà dai precedenti 60,7 chilometri a 71,7 chilometri. Una modifica che ha comportato anche l’anticipo della partenza delle allieve, fissata alle ore 10. «Questa settimana è uno degli elementi costituenti della comunità di Borgo», le significative parole a riguardo della sindaca Martina Ferrai. «Spiace la concomitanza col Mondiale marathon del Primiero – ha aggiunto Renato Beber, presidente della Fci trentina – ma un campionato iridato c’è una volta ogni tanto, la Coppa d’Oro si ripete tutti gli anni». Sempre straordinaria, per regalare magia a chi la segue e sogni a chi la pedala. Ricordando Stefano, che in questa settimana mancherà a tutti più del solito.

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