Salute
giovedì 3 Settembre, 2026
Nuovo blocco informatico all’Asuit. Sistema telematico in tilt, i medici di medicina generale: «Lavoriamo a mani nude». Scatta la protesta
di Redazione
Coinvolti anche i reparti ospedalieri. Nel 2026 già 26 episodi: «Chiuderemo gli ambulatori per due giorni»
Aggiornamento ore 14: l’azienda sanitaria ha confermato il blocco informatico. «È avvenuto tra le 9.17 e le 9.57 e ha comportato un rallentamento delle attività, limitatamente alll’accesso dei referti e impegnative».
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Dalle 9 di questa mattina, i 310 medici di medicina generale del Trentino stanno lavorando senza il sistema telematico aziendale, a causa di un’interruzione completa del servizio. A denunciarlo è il sindacato SMI, che parla di una situazione «inaccettabile» e critica la gestione del disservizio da parte dell’Azienda sanitaria. I blocchi riguardebbero anche alcuni reparti ospedalieri, rendendo difficili le comunicazioni telematiche. Si tratta dell’ultimo di una lunga serie (oltre trenta nell’ultimo anno) di problemi al sistema informatico aziendale, al centro dell’ultima protesta del personale sanitari.
«Stiamo lavorando a mani nude», affermano i medici, ricordando con una battuta polemica le «scarpe di cartone» ricevute durante l’emergenza Covid.
Secondo quanto riportato dal segretario del sindacato, Nicola Paoli il sistema informatico degli ospedalieri di Asuit dovrebbe essere sottoposto a interventi di manutenzione nella giornata di sabato attraverso la struttura nazionale incaricata. Per i medici di medicina generale, invece, gli interventi sul sistema avverrebbero durante l’attività ordinaria, con il rischio di prolungare i disagi.
Particolare preoccupazione riguarda il servizio di continuità assistenziale. «Verificheremo sabato come potranno lavorare le guardie mediche dalle 20 alle 24», affermano i medici, chiedendosi come possano essere gestite le visite non differibili nelle sedi di guardia medica distribuite sul territorio provinciale qualora il sistema aziendale non fosse ancora operativo.
Nel frattempo, il sindacato invita i cittadini a rivolgersi al pronto soccorso locale in caso di problemi legati alla gestione delle ricette o delle prescrizioni. Una posizione che evidenzia, secondo i medici, la gravità delle ripercussioni che il blocco informatico può avere sull’assistenza territoriale.
«La medicina generale non può più andare avanti così»
La protesta si inserisce in un quadro di crescente tensione tra i medici di medicina generale e la Provincia.
«I cittadini sappiano che la medicina generale non può più andare avanti così», afferma il sindacato, invitando gli utenti che dovessero riscontrare problemi con le ricette in farmacia, con le prenotazioni negli ospedali provinciali o con le impegnative per le visite specialistiche nelle strutture pubbliche a rivolgersi direttamente agli esponenti della Provincia.
Nel mirino finiscono in particolare l’assessore alla Salute Mario Tonina, l’assessora Stefania Segnana e il presidente della Provincia autonoma di Trento Maurizio Fugatti. I medici contestano quello che definiscono uno scarso coinvolgimento della categoria nelle scelte riguardanti la sanità provinciale.
«A quanto pare, siamo come sempre gli ultimi a essere considerati da parte del Governo di questa Provincia», affermano, ricordando che la medicina generale ha in carico quotidianamente circa 472mila cittadini trentini.
Il 15 e 16 settembre la chiusura degli ambulatori
La protesta potrebbe ora assumere forme più incisive. I rappresentanti della categoria fanno sapere che oggi saranno al ministero nell’ambito delle procedure di raffreddamento dichiarate da SMI per l’agitazione sindacale in corso.
«Se non avremo risposte esaurienti, il 15 e 16 settembre chiuderemo tutti gli ambulatori», annunciano i medici, dichiarandosi disponibili a un confronto con l’assessore Tonina e con la Provincia, anche in Piazza Dante o in via Gilli.
La richiesta, spiegano, è quella di affrontare le criticità della medicina generale e, nell’immediato, di garantire il ripristino del sistema telematico aziendale.
«Mentre Asuit potrebbe con calma aggiustare il nostro servizio telematico», conclude con tono polemico la nota dei medici.
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