Economia
mercoledì 12 Agosto, 2026
Commercio al dettaglio, in dieci anni in Trentino persi più di mille negozi: «Una desertificazione con conseguenze negative per tutto il territorio»
di Redazione
I dati del Registro Imprese: solo dal 2024 al 2025 perse 211 attività. De Zordo: «Modello messo in difficoltà da online e grandi centri commerciali»
In Trentino il settore del commercio al dettaglio ha perso 1.023 negozi in dieci anni. Lo riporta l’analisi dei dati del Registro Imprese della Camera di Commercio: in termini assoluti, si è passati dai 5.928 negozi del 2015 ai 4.905 di fine 2025. Rispetto al 2024, le unità perse sono ben 211.
Il calo interessa il territorio provinciale in modo differenziato: le comunità di valle più colpite sono la Valsugana e Tesino (-23,0%), gli Altopiani Cimbri (-21,3%) e la Valle dei Laghi (-20,9%). Più contenuta, invece, la flessione nella Rotaliana (-11,5%). Il 28,7% dei negozi trentini si concentra a Trento e Rovereto.
Cresce invece la dimensione media dei negozi: la superficie di vendita è passata da 123 m² nel 2015 a 147 m² nel 2025. Se invece si considera la specializzazione dell’attività di vendita degli esercizi commerciali distribuiti sul territorio provinciale, dal 2015 alla fine del 2025 si registra un calo significativo degli esercizi al dettaglio di articoli di abbigliamento (-180 unità dal 2015), di calzature e articoli in pelle (-95), di ferramenta-vernici-vetro piano-materiali da costruzione (-76), di pane, torte, dolciumi e confetteria (-74) e di prodotti tessili (-69). In leggera controtendenza, invece, i negozi dediti alla vendita di articoli medicali e ortopedici (+18 unità) e di medicinali (+16).
Le imprese che svolgono attività di vendita al dettaglio al di fuori dei negozi sono invece 729, di cui 352 dedite al commercio ambulante (erano 688 nel 2015) e 310 al commercio on-line (+161 rispetto al 2015). Seguono 53 unità locali che vendono a domicilio e 14 che effettuano commercio per mezzo di distributori automatici.
Anche il commercio all’ingrosso registra una contrazione. A fine 2025 le imprese attive erano infatti 1.121, pari a 157 in meno rispetto al 2015.
Sul fronte dell’occupazione, il commercio al dettaglio offre lavoro a 16.067 addetti, mentre il commercio all’ingrosso ne assorbe complessivamente 6.989: entrambi i dati sono in aumento nell’ultimo decennio.
«Il settore del commercio nella sua generalità mantiene la propria rilevanza nell’economia del territorio, come dimostrano i dati degli addetti in leggero aumento e l’incidenza del valore aggiunto, rimasta pressoché costante nell’ultimo decennio. Ciò che è in crisi è un modello ben preciso di commercio: quello caratterizzato dalla presenza diffusa di piccoli esercizi capillarmente distribuiti sul territorio – commenta Andrea De Zordo, Presidente della Camera di Commercio – La trasformazione in atto, spinta dalla crescita degli acquisti on-line, dallo sviluppo dei centri commerciali e delle grandi superfici di vendita, oltre che dai nuovi stili di vita e di consumo, sta determinando una graduale desertificazione commerciale. Si tratta di un processo con conseguenze negative sull’attrattività del territorio, anche in ottica turistica, che fa venir meno spazi che nel tempo sono diventati fondamentali presidi di socialità”.
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