Crisi climatica

domenica 9 Agosto, 2026

Mele, caldo e siccità colpiscono la Val d’Adige: persi fino al 30% dei raccolti e un altro 20% per la qualità

di

L'allarme di Confagricoltura: «L’assenza di precipitazioni ha creato una condizione assolutamente sfavorevole»

Nei frutteti della Val d’Adige è iniziata in questi giorni la raccolta della varietà estiva Gala, ma le condizioni meteorologiche sfavorevoli stanno compromettendo in modo significativo l’intera produzione. Temperature elevate e un prolungato periodo di siccità stanno incidendo pesantemente sullo sviluppo dei frutti, proprio nel momento dell’avvio delle operazioni di raccolta delle mele.
I danni stimati da Confagricoltura sono rilevanti: si prevede una perdita quantitativa del 20-30% dovuta alla riduzione del calibro dei frutti, cui si aggiunge un ulteriore 10-20% di scarto qualitativo causato dalle scottature solari e dalla mancata colorazione, aggravata dall’assenza di notti fresche. Il presidente dei produttori singoli di Aflovit (Associazione florovivaisti trentini) e vicepresidente di Confagricoltura del Trentino, Cristian Endrizzi, evidenzia come «le elevate temperature ma soprattutto il prolungato periodo di siccità stanno creando un danno enorme per la produzione della coltivazione delle mele. Nonostante tutti i campi siano dotati di impianti di irrigazione di soccorso, l’assenza di precipitazioni ha creato una condizione assolutamente sfavorevole per la coltivazione delle mele. Nell’ultimo mese sono caduti meno della metà dei millimetri che cadono mediamente nello stesso periodo, associati a temperature ben superiori alla media».
La siccità sta compromettendo anche la fisiologia delle piante: «La carenza d’acqua fa chiudere gli stomi per non perdere acqua ma non permette neppure alla CO2 di entrare e quindi di produrre la linfa che serve per lo sviluppo delle mele», spiega Endrizzi. Le criticità non riguardano solo la melicoltura: anche il settore zootecnico registra una riduzione della produzione di latte, mentre nel comparto ittico l’aumento della temperatura delle acque provoca minore alimentazione dei pesci e una maggiore mortalità per riduzione dell’ossigeno. «Avevamo già percepito la grave situazione che si sta creando per questo perdurare di assenza di precipitazioni. Purtroppo ora, con l’inizio delle operazioni di raccolta, lo stiamo cominciando a misurare. Speriamo che a breve si interrompa questa assenza di precipitazioni e si abbassino le temperature», afferma il presidente di Confagricoltura del Trentino Diego Coller, in contatto con i vertici di Codipra (Consorzio difesa produttori agricoli).
Spostandoci in un altro settore, quello dell’edilizia, particolarmente esposto alle alte temperature, la Feneal Uil esprime apprezzamento per le decisioni dei Comuni di Arco e di Trento di anticipare l’inizio delle attività edili rumorose alle 6.30. Allo stesso tempo, però, «pesa il silenzio assordante della giunta provinciale che si dimentica completamente del settore edile e dei lavoratori che contribuiscono alla sua crescita senza emettere alcuna ordinanza di chiusura dei cantieri nelle ore più calde — attacca Matteo Salvetti, segretario generale della Feneal Uil del Trentino — Una misura che può avere senso solo a livello provinciale. E che può fare davvero la differenza, come avviene già in altre regioni, nel garantire la tutela della salute dei lavoratori impegnati su tetti, cantieri stradali, tra ponteggi roventi e lamiere. Pesa inoltre anche il silenzio delle associazioni datoriali trentine in merito all’emergenza calore nei cantieri».

Commenti: