Il lutto
domenica 9 Agosto, 2026
Dalla militanza nel Pci alla guida di Fierecongressi, addio a Roberto Pellegrini. «Uomo generoso, è la storia di Riva»
di Leonardo Omezzolli
È morto dopo una lunga malattia a 76 anni. Molinari: «Figura di prospettiva». Bassetti: «Presente fino all'ultimo». Polichetti: «Capacità non comuni»
Addio Roberto Pellegrini. Ieri mattina è calato il sipario sulla vita di una delle figure chiave per l’evoluzione di Riva e, in parte, del Trentino. La malattia che da tempo lo tormentava nel corpo, senza mai lambirne l’intelletto e la determinazione di incidere nella quotidianità, ha spento a 76 anni la luce del suo agire definendo a chiare lettere un prima e un dopo. La notizia della scomparsa del presidente in carica di Riva FiereCongressi ha valicato i confini della sua residenza roveretana in cui ha passato gli ultimi atti della sua vita attorniato dai propri cari per diffondersi come una lenta ondata di commiato in Alto Garda e in tutta la Provincia.
È a Riva che nasce Pellegrini il 13 agosto del 1950 o meglio, all’Albola «seconda bassa, ben diversa sia dall’Albola prima che dalla seconda alta» ci teneva a sottolineare. Una sorta di quartiere dalla profonda identità che ne ha caratterizzato quello spirito d’intraprendenza e protezione della propria realtà poi sfociata, dopo il liceo Maffei e l’università nella militanza nel Pci. Il Partito comunista italiano trentino fu il suo primo datore di lavoro incaricandolo di essere il responsabile dell’organizzazione del partito fino al 1990. Dalla militanza Pellegrini divenne anche per qualche anno alla fine degli anni ‘80 segretario provinciale. La politica locale lo vide eletto per la prima volta nel 1976 insieme a Fabio Odorizzi, Andrea Santorum, Efrem Fava, Cesare Rossi. La sua ultima volta nel civico consesso fu nel 1990 nella minoranza della seconda legislatura di Enzo Bassetti. «L’ho conosciuto con la politica, sì – ricorda commosso Bassetti – poi quando abbandonò quella fase ed entrò nella cooperazione (l’avvio della Cooperativa Mimosa, ndr) siamo sempre rimasti insieme definendo alcune scelte importanti per Riva e la sua storia» Bassetti ricorda l’ingresso nel coordinamento imprenditori Alto Garda e la nascita di Garda Trentino Sviluppo, l’insieme dell’imprenditoria locale (ne divenne presidente nel 2004). «Quindi nel 1998 la creazione di quella che sarà Riva Fiere e Congressi – ricorda Bassetti -. Pellegrini vi entrerà nel 2001 per diventarne presidente nel 2007. Ha sostenuto con convinzione fino all’ultimo e probabilmente creato per primo quel connubio tra pubblico e privato».
Sposato con due figli e nipoti, Pellegrini era legato a Riva, ma anche alla Val Daone dove aveva ereditato una piccola casa di famiglia nella quale amavo staccare e passare il tempo in compagnia di famigliari e amici. «Non ho mai visto nessuno – ammette Bassetti con fierezza – voler essere presente fino all’ultimo nelle sue condizioni. Fino a due settimane fa voleva essere partecipe e dare il proprio aiuto». Difficili le parole da trovare soprattutto per chi ne ha conosciuto la tempra, l’esuberanza, quel suo eloquio schietto, a tratti tagliente, ma mai offensivo, sempre pertinente e deciso. «Si chiude una vicenda non solo umana – ricorda il senatore Claudio Molinari – che, al di là del vincolo parentale, ci pone davanti ad una storia cittadina che Roberto ha contribuito a plasmare. È stato un uomo franco con un’energia e una foga che si traducevano in un eloquio tagliente, ma sempre nel pieno rispetto dei ruoli. A lui – continua Molinari – dobbiamo la difesa durata fino all’ultimo di quel disegno provinciale che vedeva il polo fieristico provinciale a Riva. È stata una figura di prospettiva sempre dinamico, ma allo stesso tempo fermo nel tenere la barra dritta sul suo credo, personale e lavorativo. Tutto questo gli va riconosciuto».
Molto addolorato l’amico Nicola Polichetti, direttore della Cassa Rurale Alto Garda Rovereto: «Roberto, ha sempre avuto una capacità di pensiero non comune – ricorda Polichetti – Confrontarsi con lui significava aggiungere sempre un pezzettino al proprio ragionamento e riusciva a trascinarti con il suo entusiasmo. Con questo spirito era pronto ad affrontare nuove sfide e nuove progettualità, l’ultima l’aumento di capitale di Riva Fiere e Congressi. Mi sorprendeva la sua lucidità nell’interpretare i contesti e gli scenari oltre che la sensibilità con cui sapeva leggere le persone. Aveva un grandissimo senso dell’umorismo, con lui non ci si annoiava mai. Roberto è stato un caro amico che mi mancherà tantissimo». Forte l’impatto emotivo anche per il primo cittadino Alessio Zanoni: «Impossibile fermarsi alla dimensione istituzionale. Ho perso un amico. Sento il dovere di dirlo con sincerità. Uno di quelli che entrano nella tua vita e finiscono per diventarne un punto fermo. Era il riferimento al quale sapevi di poterti rivolgere in qualsiasi momento, perché non esistevano problemi che non fosse disposto ad affrontare».
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