Grandi carnivori
sabato 8 Agosto, 2026
App e mappe online degli orsi, la Provincia replica: «Strumenti che non permettono di definire la presenza dei plantigradi in una zona»
di Redazione
Il servizio faunistico: «Questi animali possono spostarsi di oltre un chilometro in meno di un quarto d'ora: una localizzazione puntuale può avere effetti boomerang»
«Le mappe online che raccolgono i singoli avvistamenti di orsi fotografano una situazione riferita a un preciso momento e non possono consentire di definire la presenza o l’assenza di esemplari in una determinata zona. I plantigradi possono infatti percorrere distanze importanti in tempi relativamente brevi: per fare un esempio, già un quarto d’ora dopo una segnalazione l’animale può trovarsi a un chilometro di distanza».
Questa la posizione del settore grandi carnivori del Servizio faunistico della Provincia di Trento sul dibattito riguardante la “mappa degli orsi” e i progetti partiti dal basso per registrate la presenza dei plantigradi. Il servizio invita «ad adottare sempre le regole per la coesistenza con l’orso, riportate sul portale Grandicarnivori.provincia.tn.it, anche alla luce del numero di esemplari presenti sul territorio e della loro distribuzione nell’intero Trentino occidentale».
I dati rilevati tramite le segnalazioni non sarebbero attendibili secondo gli esperti della Provincia: «Nel corso di una giornata un orso può compiere spostamenti anche di decine di chilometri: un animale osservato in un punto di una valle può quindi trovarsi, poche ore dopo, in un’altra valle o in una zona molto distante. Per questo motivo, la geolocalizzazione di un singolo avvistamento non può essere utilizzata per prevedere dove si trovi l’animale. La presenza di una segnalazione puntuale non deve provocare allarmismo e, allo stesso tempo, l’assenza di segnalazioni non va interpretata come garanzia dell’assenza di selvatici. La diffusione di una localizzazione puntuale può inoltre avere un effetto boomerang, richiamando curiosi intenzionati a cercare un incontro ravvicinato con l’animale. Un simile comportamento può aumentare il disturbo alla fauna e soprattutto il rischio di incidenti».
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