Giudicarie

lunedì 3 Agosto, 2026

Fiavé, l’asilo è senza proprietario: il Comune si rivolge alla Provincia

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Avviato un approfondimento per definire la situazione giuridica dello storico immobile

Il Comune di Fiavé è al lavoro per fare chiarezza sul futuro dell’edificio che ospita l’asilo, situato in piazza San Sebastiano a Fiavé. L’amministrazione comunale ha infatti avviato un approfondimento per definire la situazione giuridica dello storico immobile, con l’obiettivo di garantirne la permanenza nel patrimonio della comunità anche nell’eventualità di una futura riorganizzazione degli asili da parte della Provincia autonoma di Trento. Il tema è stato affrontato durante il consiglio comunale di mercoledì 29 luglio insieme ad alcuni aggiornamenti sul Piano regolatore generale e sulle opere pubbliche.

La questione nasce dal percorso che la Provincia sta portando avanti per la riorganizzazione delle scuole dell’infanzia e dalla preoccupazione della popolazione per le sorti dell’edificio che ora ospita l’asilo. «C’è un percorso della Provincia per una riorganizzazione degli asili, soprattutto quelli paritari – ha spiegato il sindaco Beniamino Bugoloni – A noi è stato chiesto un parere su una possibile fusione con Vigo Lomaso. A Vigo l’asilo è pieno, mentre noi disponiamo di una struttura che potrebbe ospitare i bambini di Vigo e, volendo, anche del Bleggio. Prima, però, è necessario sistemare questa questione».

Il nodo riguarda la proprietà dell’edificio. Con l’evoluzione della normativa che disciplina gli enti del Terzo settore, il patrimonio di un ente che cessa la propria attività è soggetto alle regole sulla devoluzione previste dalla legge e dallo statuto dell’ente. Da qui la preoccupazione: in futuro lo storico immobile può non rimanere alla comunità? Per questo il Comune ha deciso di approfondire la situazione e ha scritto alla Provincia per individuare il percorso giuridico più corretto. «Fiavé deve decidere la sorte dell’asilo qualora ci fosse una chiusura. Non possiamo permettere che una struttura così importante, costruita e ristrutturata anche con il contributo del Comune, finisca fuori dalla disponibilità della comunità», ha affermato Bugoloni. Il sindaco ha precisato che l’interesse dell’amministrazione non è stabilire se l’immobile debba appartenere al Comune, alla parrocchia o alla Fondazione Maria Valentini, ma fare in modo che continui ad essere un bene della comunità.

La vicenda affonda le proprie radici nei primi anni del Novecento, quando Maria Valentini donò il terreno destinato alla costruzione dell’asilo. Nel 1914 il Comune, insieme alla parrocchia e alla popolazione, realizzò i primi due piani dell’edificio, destinati alla scuola dell’infanzia, alle scuole elementari e a un appartamento riservato alla benefattrice. Nel 1919 fu invece la parrocchia a finanziare la costruzione del terzo piano. Per molti anni l’edificio ospitò tutte le scuole del paese e ancora oggi rappresenta uno degli immobili più significativi del centro storico. All’impianto del Libro fondiario del 1914, davanti all’Ufficio tavolare, don Faes insieme a due testimoni, dichiarò che il terreno era di proprietà della Fondazione Maria Valentini. Lo statuto della fondazione prevedeva inoltre la presenza, negli organi di amministrazione, di rappresentanti del Comune e della parrocchia.
Già nel 1927 il Comune aveva tentato di acquistare l’immobile, lasciando comunque gli spazi destinati all’asilo.

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