La polemica
venerdì 31 Luglio, 2026
La replica della Sat a Guglielmi: «Sbagliato ricondurre gli incidenti in montagna alla sola manutenzione dei sentieri»
di Redazione
«Aumento del degrado sui percorsi legato al cambiamento climatico e alla maggiore frequentazione, conseguenza della crescente promozione turistica»
«Respingiamo qualsiasi tentativo di ricondurre gli incidenti in montagna alla sola manutenzione dei sentieri. Ridurre il rischio in montagna richiede l’equilibrio tra una corretta manutenzione, un’adeguata informazione, una classificazione coerente degli itinerari e, soprattutto, la preparazione di chi la frequenta. È un principio che promuoviamo da oltre 150 anni attraverso le nostre sezioni, le scuole di alpinismo ed escursionismo e le attività formative. La vera sfida che oggi abbiamo davanti non è individuare un responsabile, ma affrontare una montagna che cambia rapidamente. La risposta non è eliminare ogni difficoltà attraverso una progressiva infrastrutturazione dei percorsi, ma aiutare le persone a riconoscerla, comprenderla e affrontarla con la preparazione necessaria»
Lo ha detto Cristian Ferrari, presidente Sat, Società alpinistica tridentina, che con i suoi 150 anni è la più antica d’Italia, in merito al dibattito sviluppatosi ieri in Consiglio provinciale, sollevato dal consigliere di maggioranza Luca Gugliemi con un ordine del giorno prima approvato dalla Giunta e poi ritirato, sul tema della manutenzione dei sentieri della Marmolada e del Passo Fedaia a cura della Sat. «È proprio il profondo cambiamento che sta interessando l’ambiente montano a rendere oggi la gestione della rete sentieristica sempre più complessa – sottolinea Sat -. Il ritiro dei ghiacciai, l’instabilità dei versanti, il degrado del permafrost, gli eventi meteorologici estremi e il considerevole aumento della frequentazione, concentrato soprattutto su alcuni itinerari anche in conseguenza della crescente promozione turistica e della diffusione di immagini e contenuti attraverso media e social network, impongono un approccio sempre più articolato e condiviso».
Ferrari rivendica anche quanto fatto dalla società alpinistica negli ultimi anni per rafforzare la collaborazione con il territorio: «Già nel 2022 la Sat ha sottoscritto con l’Azienda per il turismo della val di Fassa, i Comuni e gli altri enti del territorio, uno specifico accordo che riconosce come una parte della manutenzione non possa più gravare esclusivamente sul volontariato, promuovendo un modello stabile di collaborazione tra istituzioni e territorio – si legge – In questo contesto è opportuno chiarire alcuni degli elementi emersi nel corso del dibattito consiliare». Sul tema delle risorse economiche in Consiglio è stato affermato che la Provincia finanzia il 95 per cento della manutenzione dei sentieri affidati alla Sat che riguarda esclusivamente gli interventi di manutenzione straordinaria. «La quasi totalità dell’attività svolta annualmente dalla Sat consiste invece nella manutenzione ordinaria, per la quale i contributi provinciali sono ancora parametrati a valori definiti quasi venticinque anni fa e oggi non più adeguati ai costi reali degli interventi – conclude il presidente Sat – A titolo esemplificativo, il contributo riconosciuto per la manutenzione ordinaria è pari a 330mila euro per 5.600 chilometri, importo con il quale devono essere sostenuti materiali, segnaletica, attrezzature, carburanti, rimborsi ai volontari e tutte le spese necessarie per garantire la percorribilità della rete sentieristica. Un importo sostenibile solo con l’apporto del volontariato e le imprese specializzate a cui la Sat appalta alcuni lavori».
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