Crisi climatica
giovedì 16 Luglio, 2026
Rovereto, sopralluogo nei vigneti colpiti dalla grandine: produzione a rischio su 250 ettari
di Redazione
Il quadro interessa in particolare la viticoltura nell'area di Isera, Nogaredo, Mossano e Borgo Sacco
Dopo le violente grandinate che hanno interessato la zona della Vallagarina e della Val di Gresta nei giorni scorsi, gli esperti del Consorzio Difesa Produttori Agricoli (Co.Di.Pr.A) hanno effettuato un primo sopralluogo per valutare la situazione, soprattutto in merito ai danni. Il primo quadro che emerge interessa in particolare la viticoltura nell’area di Isera, Nogaredo, Mossano e Borgo Sacco, dove risultano coinvolti oltre 250 ettari di vigneto. Alcuni di essi sono completamente distrutti, per un valore assicurato superiore ai 5 milioni di euro. Parallelamente sono iniziate anche le ricognizioni in Val di Gresta, dove la grandine ha interessato numerose coltivazioni orticole.
Anomalie climatiche
Marica Sartori, direttrice del Consorzio, sottolinea come: «Non siamo più di fronte a eventi eccezionali, ma a una nuova normalità climatica con la quale l’agricoltura deve imparare a convivere». L’episodio di lunedì non è, infatti, isolato ma si inserisce in una stagione caratterizzata da una forte instabilità meteorologica che racconta un clima in trasformazione. I dati della Fondazione Edmund Mach evidenziano come il 2026 sia stato segnato da anomalie climatiche significative: aprile ha registrato temperature medie di 2,9 °C superiori alla norma, risultando uno dei più caldi mai osservati; la seconda metà di giugno ha visto 14 giorni consecutivi con temperature superiori ai 30 °C, mentre le precipitazioni cumulate da marzo sono rimaste costantemente inferiori alla media climatica.
Tutela delle aziende
In questo scenario diventa sempre più strategico disporre di strumenti capaci di proteggere il reddito delle imprese agricole. La risposta, secondo il Consorzio, non deve essere affidata ad un unico strumento, ma ad un sistema integrato di gestione del rischio, costruito negli anni e oggi ulteriormente rafforzato. Da un lato vi sono gli strumenti di tutela “passiva”, come polizze, coperture dedicate e i fondi mutualistici. Dall’altro assumono un ruolo determinante anche gli strumenti di prevenzione “attiva” come reti antigrandine, sistemi di monitoraggio, sensoristica, supporti decisionali basati sui dati, tecnologie digitali e intelligenza artificiale che consentono alle imprese di migliorare la capacità di adattamento agli effetti del cambiamento climatico.
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