Festival dell'Economia

venerdì 22 Maggio, 2026

Energia, Pichetto Fratin a Trento: «Superare le gare pure sull’idroelettrico». Poi l’allarme sui prezzi: «Dipendiamo troppo dall’estero»

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Il ministro dell’Ambiente apre ai rinnovi delle concessioni: «Serve un percorso europeo»

Modificare le regole del gioco sulle grandi dighe, blindare la transizione verde ottenendo margini di manovra da Bruxelles e spezzare, una volta per tutte, il cappio della dipendenza energetica dall’estero. Al Festival dell’Economia di Trento, il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin, traccia la linea del governo su una partita doppia che unisce le storiche rivendicazioni del territorio alla geopolitica delle bollette.

Il primo affondo del ministro tocca un nervo scopertissimo per il Trentino-Alto Adige: il futuro delle concessioni idroelettriche. Di fronte alla rigidità delle normative attuali, Pichetto Fratin annuncia l’intenzione di scardinare l’attuale impianto burocratico. «Sono convinto che si debba modificare la struttura della norma che impone la gara pura o il project financing vincolato sull’attuale principio delle gare d’appalto», spiega a margine della kermesse. L’obiettivo è aprire una trattativa con Bruxelles per tutelare gli asset strategici nazionali, trovando «anche qui in Trentino, all’interno di un ambito europeo, un percorso per ridefinire e contrattare eventuali rinnovi».

Il secondo fronte è quello dei conti pubblici e dei vincoli del Patto di Stabilità. Se Roma sta negoziando con l’Unione Europea una maggiore elasticità sui bilanci, per il titolare del MASE questa non può limitarsi alle sole spese militari. «La flessibilità chiesta all’Europa è un elemento di trattativa affrontato in questo momento dal ministero dell’Economia», precisa Pichetto. «Ma siamo convinti che non debba essere solo la difesa ad averla, bensì anche e soprattutto le emergenze di alcune parti dell’Unione. E oggi l’energia è un’emergenza per tutti, tranne che per il Nord Europa».

I dossier sul tavolo sono caldi, e non riguardano solo i massimi sistemi macroeconomici: «Sono in corso interlocuzioni proprio per definire gli importi degli interventi», ammette il ministro, non nascondendo la preoccupazione per le fiammate dei mercati del gas, legati a doppio filo alle tensioni internazionali. «Speriamo si sblocchi presto la situazione nel Golfo».

La via d’uscita strutturale resta l’autonomia energetica, un traguardo che l’Italia sta inseguendo accelerando sul piano delle fonti pulite. I dati del monitoraggio offrono al ministro una sponda ottimistica: «Dobbiamo andare avanti con le rinnovabili, su cui stiamo tenendo il passo e che mostrano una tendenza a crescere ulteriormente. A fine 2025 eravamo oltre il cronoprogramma che ci eravamo dati».

Non si tratta della «soluzione delle soluzioni», frena con realismo Pichetto, ma di un tassello fondamentale per ridurre la vulnerabilità del sistema Paese. «Oggi dipendiamo ancora per l’80% dagli altri Stati — conclude il ministro — e la conseguenza è che ogni minimo fruscio internazionale determina un aumento immediato del prezzo. Dobbiamo far crescere le nostre energie».