Il progetto
mercoledì 20 Maggio, 2026
Il sogno della supercilabile da Trento a Pinè e da Pinè alla Vigolana: ci sono 15 milioni, ma potranno servire anni
di Johnny Gretter
In cantiere anche un miglioramento delle piste in zona lago di Caldonazzo, ma ci sono difficoltà tecniche
Da Ponte Alto a Piné, da Valcanover fino all’Altopiano della Vigolana la Provincia e la Comunità di Valle stanno lavorando a un obiettivo comune: potenziare la rete ciclabile e renderla finalmente completa, superando la frammentazione dei percorsi che costeggiano la sponda destra del lago di Caldonazzo e raggiungendo delle zone ancora sprovvisti di una ciclovia, come appunto il territorio della Vigolana o la strada che da Civezzano raggiunge Montagnaga e i laghi di Piné. In totale, si parla di interventi per cui sono già stati investiti circa 15 milioni di euro. Per vederli completati, però, bisognerà avere pazienza: tra i lavori ancora in corso alla galleria dei Crozi e le difficoltà tecniche che presenta la ciclabile lungo il lago le sfide per collegare i principali comuni della valle non mancheranno.
Due nuovi tratti lungo il lago
Uno dei sogni nel cassetto dei comuni che si affacciano lungo il lago di Caldonazzo è il completamento di un percorso ciclabile attorno a tutto lo specchio d’acqua. Anche se per ora sembra difficile completare un percorso ad anello (per la presenza della Statale) nei prossimi mesi saranno realizzati due nuovi tratti sulla sponda est: la Provincia ha da poco affidato la progettazione del percorso ciclopedonale tra Viale alle Darsene e la località Faro (dal costo totale di 3,3 milioni) e il tratto che collega la località Braito e lo svincolo verso la Sp16, nei pressi della «Meridiana». Serviranno comunque diversi mesi per la fine della progettazione, contando che il limite massimo posto dal bando di progettazione per il secondo tratto è di circa 150 giorni in totale.
A Trento su due ruote
A proposito di sogni nel cassetto, uno dei progetti più complessi cominciato già diversi anni fa dalla Provincia riguarda il collegamento tra Pergine e Trento in parte già completato. Ad agosto dello scorso anno è stato aperto un nuovo tratto del percorso, quello che da Ponte Regio raggiunge località Slacche e il sottopasso della «Mòchena»., seguendo il corso del Fersina. Ancora da concludere era invece l’ultimo tratto che dalle Slacche raggiunge la vecchia strada dei Crozi.
Tecnicamente, adesso è comunque possibile raggiungere Trento attraverso la strada dei Forti, raggiungibile proprio dal sottopasso della Mòchena. Si tratta però di un percorso più lungo e lungo una strada aperta anche alle macchine: l’obiettivo è proseguire la ciclabile fino a Ponte Alto, utilizzando la vecchia strada dei Corzi. Che però a oggi è usata periodicamente per deviare il traffico dalla Ss47 in direzione Pergine, quando la galleria dei Crozi viene chiusa per i lavori di manutenzione partiti ancora a giugno dello scorso anno. La durata prevista è di 900 giorni, se tutto andrà come previsto: non si potrà quindi parlare di un vero collegamento ciclabile con Trento fino al 2027 o al 2028.
L’attesa per la ciclovia di Piné
Uno degli investimenti maggiori fatti dalla Provincia riguarda invece il collegamento tra Slacche e l’altopiano di Piné, un complesso percorso ciclabile che da Civezzano sale fino a Nogaré, alla frazione di Bus e raggiunge poi Montagnaga e l’abitato di Ferrari.
Infine, il percorso si collegherà con Baselga e con il lago della Serraia. Si tratta di un tracciato lungo 13 chilometri e costituisce il primo tratto della ciclabile Piné-Cembra-Fiemme (che sarà invece lunga circa 50 chilometri). Per quest’opera, in totale la Provincia ha messo a disposizione 8,5 milioni.
Quanto ai tempi di realizzazione a ottobre 2025, rispondendo a un’interrogazione della consigliera Stefania Segnana, il presidente Maurizio Fugatti ha affermato che il lavori per il secondo tratto della ciclabile (da Montagnaga a località Ferrai) dovrebbero iniziare nella seconda metà di quest’anno.
Il lago e la Vigolana
Gli interventi elencati finora sono tutti di competenza provinciale. A marzo, però, la Comunità di Valle Alta Valsugana e Bersntol ha approvato un proprio atto di indirizzo per completare i percorsi ciclopedonali della sponda destra del lago di Caldonazzo, collegando alla rete ciclabile anche l’Altopiano della Vigolana.
L’obiettivo è completare il collegamento ciclabile su questa sponda del lago, dove in alcuni tratti la ciclabile si interrompe e di creare anche due bike lane, una per collegare San Cristoforo e Valcanover e un’altra lungo la salita che da Calceranica porta sull’Altopiano della Vigolana. A fine aprile, la Provincia ha incontrato i rappresentati dei territori interessati: il presidente Fugatti ha però sottolineato (rispondendo a un’interrogazione di Vanessa Masè) come siano emerse delle difficoltà tecniche nel trovare un tracciato in grado di collegare i tratti di ciclabile ancora sconnessi. Sono in corso delle valutazioni progettuali per trovare una possibile soluzione.