Grandi Carnivori

venerdì 15 Maggio, 2026

L’orso «della Vigolana» è arrivato ad Asiago. E in Alto Adige compare una femmina

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Si tratta di un esemplare di due anni. Dalla Lombardia al Friuli altri esemplari in dispersione

L’orso della Vigolana (da non confondere con l’orsa di neve, riapparsa proprio in queste ore) potrebbe essersene già andato: direzione Veneto. Nei giorni scorsi, il rapporto mensile sui grandi carnivori della Provincia segnalava la presenza di un esemplare d’orso sulle montagne a sud di Trento. Una zona dove, precedentemente i plantigradi non risultavano presenti, sulla sinistra orografica dell’Adige. Ma non è l’unico esemplare che risulta «in dispersione» rispetto all’aerale del Trentino occidentale.

Dalla Vigolana ad Asiago

L’avvistamento risale  al 20 aprile, quando una fototrappola installata nel territorio comunale di Folgaria ha ripreso un orso probabilmente identificabile come un giovane maschio Secondo le ricostruzioni, il plantigrado avrebbe attraversato la valle dell’Adige provenendo dal Trentino occidentale.

L’esemplare (età stimata in due anni) è quasi certamente lo stesso orso rilevato anche nel margine meridionale dell’Altopiano di Asiago, e si starebbe muovendo verso est. Una seconda fototrappola lo ha ripreso mentre si stava cibando nei boschi ai confini con la Valbrenta nei giorni scorsi. Del caso ha parlatoa anche l’assessore all’Agricoltura del Veneto Dario Bond.

Il veterano del Friuli

Non si tratta di un caso isolato. Dopo mesi di assenza è infatti tornato a farsi vedere anche il celebre orso bruno del Tarvisiano, in Friuli Venezia Giulia, ormai considerato uno dei simboli storici della presenza della specie tra Italia, Austria e Slovenia.

L’animale era stato identificato geneticamente per la prima volta nel 2010, quando aveva già circa tre o quattro anni. Oggi gli studiosi stimano che abbia quasi vent’anni.

Il suo territorio abituale si estende tra le Alpi Carniche italiane e austriache, ma nel corso degli anni i suoi spostamenti hanno interessato anche le Alpi Giulie, la Slovenia e le aree prealpine della Val Trenta.

Dopo un lungo periodo senza segnalazioni, il 12 aprile l’orso è stato nuovamente individuato mentre attraversava uno dei sottopassi autostradali del fondovalle per fare ritorno verso le Alpi Carniche, con qualche settimana di ritardo rispetto agli anni precedenti.

In Alto Adige c’è anche una femmina

Anche in Alto Adige si registra un rafforzamento della presenza dei plantigradi.

Le analisi genetiche hanno identificato sette orsi maschi e una femmina, classificata come F105.

Si tratta della prima segnalazione di una femmina nella provincia altoatesina dai tempi dell’orsa Vida, uno degli esemplari sloveni liberati in Trentino nell’ambito del progetto Life Ursus nel 2001.

Un esemplare è arrivato in val Camonica

Segnalazioni di danni attribuiti agli orsi arrivano anche dalla val Camonica, in particolare nell’area montana alla sinistra orografica della valle tra i comuni di Darfo Boario Terme, Esine, Berzo Inferiore, Cimbergo e Bienno.

In diversi episodi il plantigrado avrebbe danneggiato un appostamento fisso di caccia e tre edifici utilizzati come depositi di attrezzi o magazzini vicino a cascine e malghe.
Secondo quanto emerso, l’orso sarebbe stato attirato dalla presenza di mangime per animali.
In altri due casi, invece, l’animale è stato ripreso dalle fototrappole mentre si aggirava nei pressi di baite, rovistando vicino a barbecue e aree utilizzate per il deposito dei rifiuti organici.