Polemica
martedì 19 Maggio, 2026
Santa Chiara, maschere in protesta durante il Festival dell’Economia: sabato lo sciopero
di Redazione
Gli addetti di sala denunciano le condizioni di precarietà e il peggioramento successivo all'esternalizzazione del servizio: «Paghe diverse tra vecchi e nuovi dipendenti»
Gli addetti di sala del centro culturale Santa Chiara sciopereranno il prossimo 23 maggio. Lo riportano i sindacati Slc Cgil e Uil Fpc, che spiegano come le maschere saranno già in protesta a partire da domani, nel pieno del Festival dell’Economia. Una protesta che potrebbe mettere a rischio anche lo svolgimento di alcuni eventi nel programma della kermesse.
La decisione, si legge nel comunicato delle sigle, è motivata da «una condizione di crescente precarietà, incertezza e mancato rispetto del contratto che lavoratrici e lavoratori dichiarano di non essere più disposti a tollerare». Sono circa quaranta gli addetti che prenderanno parte all’iniziativa: «Nel pieno del Festival dell’Economia, a Trento c’è chi si vede negare un’indennità prevista dal contratto pari a soli 42 centesimi l’ora – prosegue la nota – Le retribuzioni, già basse, non superano i 7,14 euro l’ora lordi. La situazione si è aggravata nell’ultimo anno, a seguito dell’affidamento del servizio a una nuova cooperativa priva di sede e referenti sul territorio trentino. Da allora si è registrato un significativo peggioramento delle condizioni contrattuali. Pur svolgendo lo stesso lavoro, assoggettato allo stesso contratto collettivo nazionale, vengono riconosciute paghe diverse tra vecchi e nuovi dipendenti. In pratica le maschere con già un contratto a tempo indeterminato vengono pagate 7.14 euro all’ora. Alle maschere con già un contratto a tempo determinato “lungo” non viene più riconosciuto il super minimo collettivo previsto che ammonta a 42 centesimi: la paga quindi si ferma a 6,72 euro all’ora. Per le nuove assunzioni, effettuate in modo discontinuo e mese per mese, si prevede il super minimo collettivo, ma si escludono diritti fondamentali come ferie, permessi e malattia. L’indennità sostitutiva viene inoltre applicata solo su parte delle ore lavorate, in difformità rispetto al Ccnl».
Nel centro storico le maschere faranno nei prossimi giorni un volantinaggio per informare sulle condizioni di lavoro della categoria, in vista della protesta di sabato. «Il costo della vita è aumentato anche per noi – spiegano i lavoratori – tra affitti e spesa quotidiana. Non è più accettabile giustificare paghe insufficienti e precarietà con l’idea che i giovani debbano fare gavetta. Il nostro non è un lavoretto: è un lavoro essenziale per l’apertura e il funzionamento degli spettacoli».
Una tensione aggravata anche dal fatto che, riferiscono gli addetti, i vertici del Centro Santa Chiara non abbiano prodotto alcun risultato concreto, e che quindi servirebbe un confronto più serio e fattivo riguardo il tema delle internalizzazioni: «Le richieste restano parità di trattamento tra tutti gli addetti che hanno lo stesso contratto e svolgono il medesimo ruolo, assunzione con contratti a tempo indeterminato o determinato lungo, no di mese in mese, formazione specifica di primo soccorso, antincendio e sicurezza sul lavoro, fornitura di una divisa come previsto dal contratto».
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