Scuola
sabato 16 Maggio, 2026
Strage al concorso dei presidi in Trentino: 160 candidati, 124 sono stati bocciati
di Redazione
Polemiche sul bando per il reclutamento di 20 dirigenti scolastici: «Vietato l’accesso ai risultati»
«Si allegano alla presente l’elenco dei candidati che hanno superato la prova scritta e che pertanto sono ammessi a sostenere la prova pratica e l’elenco dei candidati che non hanno superato la prova scritta. Si comunica altresì che, nelle more dello svolgimento delle procedura e fino alla valutazione dei titoli, non sarà consentito l’accesso alle prove».
La comunicazione è apparsa sul sito Vivoscuola della Provincia e si riferisce al corso-concorso per il reclutamento di dirigenti scolastici bandito dalla Provincia a cui si erano iscritti in oltre 160. Questo l’esito: 40 promossi alla prova scritta, 124 bocciati. E scoppia la polemica, perché non è consentito, fino alla fine dell’iter di selezione, conoscere il punteggio assegnato. Non lo sanno i promossi, che ignorano il loro piazzamento. Non lo sanno nemmeno i bocciati, che devono attendere per conoscere gli errori commessi e la valutazione della commissione.
Questa regola, contenuta nello stesso bando, non consentirebbe ai bocciati di depositare al Tar eventuali ricorsi, non certo in tempo per essere «ripescati» per le successive prove. «Non si è mai visto», scrivono alcuni docenti nelle chat del candidati al corso-concorso.
Il corso-concorso era già stato oggetto dell’attenzione della consigliera del Pd Francesca Parolari che in un’interrogazione ha parlato di «troppe anomalie», sul criterio di votazione, sul metodo di somministrazione dei test. E anche il consigliere Michele Malfer era intervenuto, anche lui con una interrogazione alla giunta. L’esponente criticava l’intero strumento di reclutamento: «La procedura introdotta, pur rappresentando un tentativo di innovazione e di accelerazione delle tempistiche, riduce significativamente i requisiti minimi di servizio richiesti per l’accesso alla dirigenza, estendendo la partecipazione a docenti con un percorso di carriera minimo previsto di 7 anni, in sostituzione dei precedenti standard che in genere in Trentino, erano più rigorosi. A ciò si aggiunga come, calendario alla mano — osservava Malfer — i tempi previsti per un efficace corso-concorso ed ancor più per un necessario periodo di affiancamento risultano sin da oggi come irrealistici».
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