Cronaca
giovedì 14 Maggio, 2026
Trovato mummificato dopo un anno in casa a Peschiera: pagava regolarmente l’affitto, ma i proprietari si sono insospettiti
di Redazione
Il corpo del sessantacinquenne scoperto in un appartamento di via Dante: a dare l'allarme i proprietari. Esclusa la morte violenta
Una drammatica storia di solitudine e isolamento sociale è emersa nel cuore di Peschiera del Garda, dove il cadavere di un uomo di 65 anni è stato trovato in stato di mummificazione all’interno della sua abitazione. Il dramma si è consumato in un appartamento situato all’inizio della centralissima via Dante, sopra l’omonimo bar, dove l’uomo viveva in affitto da diversi anni.
A far scattare l’allarme sono stati i proprietari dell’immobile, insospettiti dal fatto che l’inquilino non si facesse vedere da moltissimo tempo e non rispondesse più ai tentativi di contatto. Martedì sera i vigili del fuoco, insieme ai carabinieri della stazione di Peschiera, hanno forzato la porta d’ingresso della palazzina, facendo la macabra scoperta. Secondo i primi riscontri e le testimonianze raccolte sul posto, il decesso risalirebbe a oltre un anno fa, presumibilmente tra febbraio e marzo dello scorso anno, periodo a cui risalgono gli ultimi avvistamenti dell’uomo.
La vittima era descritta come una persona “invisibile” sotto il profilo degli affetti, priva di una rete di familiari o amici che ne abbiano denunciato la scomparsa, ma comunque nota in paese di vista per un abbigliamento stravagante ed alcuni comportamenti eccentrici.
Il lunghissimo periodo di tempo trascorso senza che nessuno notasse la tragedia è legato a una serie di circostanze particolari. Da un lato, il pagamento del canone di locazione continuava ad avvenire regolarmente, con ogni probabilità tramite addebito diretto bancario sul conto corrente. Dall’altro, la presenza di alcune finestre parzialmente aperte ha favorito la ventilazione costante dei locali, impedendo la fuoriuscita di odori sospetti che avrebbero potuto allarmare i vicini di casa.
I rilievi effettuati dai militari dell’Arma hanno permesso di escludere l’origine violenta del decesso. All’interno delle stanze, i soccorritori hanno riscontrato una situazione legata al disturbo da accumulo compulsivo: la salma è stata infatti rinvenuta circondata da ingenti cataste di oggetti di ogni tipo. Della vicenda è stata formalmente informata l’autorità giudiziaria, che al momento non ha ritenuto necessario disporre l’esame autoptico sulla salma.