La polemica

mercoledì 6 Maggio, 2026

Guardie giurate al libercafè, botta e risposta tra il Siulp e il Comune: «Non è vera sicurezza, sono poco più che figuranti»

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All'attacco del sindacato di polizia, via Belenzani risponde: «Parole offensive servono a monitorare strutture specifiche»

Botta e risposta tra il sindacato di polizia Siulp e il Comune di Trento sulla decisione di attivare un servizio di vigilanza armata davanti alla palazzina Liberty di piazza Dante, dove negli ultimi tempi si sono verificati diversi episodi problematici, culminati con l’aggressione al gestore del Libercafè.

L’attacco del sindacato

Dura la posizione del sindacato di polizia, che esprime «sconcerto» verso una scelta ritenuta inefficace nel contrasto alla criminalità diffusa. Secondo il Siulp, pensare che «alcuni passaggi a sorpresa durante la giornata possano risolvere il problema è una soluzione grottesca».

Il sindacato sottolinea come le guardie giurate abbiano competenze limitate, circoscritte alla vigilanza di beni mobili e immobili, senza poteri di controllo del territorio. «Non possono fermare persone, identificare o effettuare perquisizioni», evidenzia il Siulp, ribadendo che il loro ruolo non può sostituire quello delle forze dell’ordine.

Nel mirino anche la gestione complessiva della sicurezza in città: «Non possiamo accettare che il centro di Trento venga assimilato alle periferie metropolitane». Il sindacato invita quindi l’amministrazione a concentrarsi su un obiettivo ritenuto prioritario, ovvero rafforzare gli organici della Polizia di Stato, oggi – secondo il Siulp – in sofferenza da anni.

La replica

Pronta la replica del Comune di Trento, che respinge le accuse chiarendo le finalità dell’intervento. «Non c’è alcuna volontà di controllare il territorio», sottolinea l’amministrazione, spiegando che il servizio è stato attivato per presidiare alcuni edifici pubblici sensibili, come la Biblioteca ragazzi e il Libercafè, frequentati anche da minori.

Il Comune precisa che le guardie giurate svolgeranno esclusivamente le funzioni previste dalla normativa, ovvero presenza, deterrenza e segnalazione alle forze dell’ordine, senza alcuna sovrapposizione di ruoli.

L’amministrazione definisce inoltre «offensivo» il riferimento alle guardie giurate come semplici “figuranti”, evidenziando una contraddizione nel comunicato sindacale che, da un lato, critica e dall’altro riconosce il valore della professione.

Sul tema della carenza di personale nelle forze dell’ordine, il Comune ribadisce di aver già segnalato la situazione alle sedi competenti, sia a livello nazionale che attraverso l’Anci, e respinge le accuse di inattività.

«La sicurezza deve essere garantita a prescindere dalla sintonia politica», conclude l’amministrazione, rivendicando una collaborazione costante con le istituzioni preposte, dal Commissariato del Governo alla Questura.

Un confronto aperto

Il confronto tra sindacato e amministrazione resta dunque aperto, con due visioni differenti su come affrontare il tema della sicurezza urbana nel centro di Trento: da un lato la richiesta di maggiori risorse e presenza delle forze dell’ordine, dall’altro l’utilizzo di strumenti integrativi per garantire presidio e tutela degli spazi pubblici.