Sanità
lunedì 13 Aprile, 2026
Antibiotici in Trentino: consumi in calo, con le terapie appropriate dimezzato l’utilizzo pediatrico
di Redazione
L'impiego torna ai livelli pre-pandemici e si conferma al di sotto della media italiana
L’utilizzo di antibiotici in Trentino è tornato ai livelli pre-pandemici. È quanto emerge dal rapporto relativo al loro consumo 2025 redatto dal centro di farmacoviglianza di Asuit: consumo complessivo che è sceso a 13,6 dosi giornaliere ogni mille abitanti, dato del 16% sotto alla media italiana.
Nel dettaglio il documento evidenzia che il consumo complessivo nel 2025, che include sia la quota rimborsata dal Servizio sanitario nazionale sia l’acquisto privato, ha fatto registrare una diminuzione del 15,4% rispetto al 2024. I risultati più importanti sono quelli riguardanti la popolazione pediatrica (0-13 anni), nella quale la quantità di antibatterici sistemici si è dimezzata rispetto all’anno precedente e la prevalenza d’uso è passata dal 37,6% al 24,9%.
«Un traguardo che è stato raggiunto grazie all’adesione dei pediatri di libera scelta a un progetto mirato all’appropriatezza diagnostica e prescrittiva, che ha promosso l’uso del test rapido per lo streptococco per la diagnosi delle faringo-tonsilliti e l’impiego dell’amoxicillina come farmaco di prima scelta – si legge nel report – Di conseguenza è diminuito l’utilizzo di molecole ad ampio spettro quali amoxicillina associata ad acido clavulanico e macrolidi. Grazie a queste azioni, sono stati già ampiamente superati tutti i target qualitativi e quantitativi previsti dal Piano nazionale di contrasto all’antibiotico-resistenza (PNCAR) per l’età pediatrica».
Miglioramento nella qualità delle terapie evidenziato anche nella parte del documento relativa alla popolazione generale: «Il rapporto tra il consumo di molecole ad ampio spettro e quelle a spettro ristretto è in costante diminuzione – conclude il testo – consolidando un valore (7,7) che è già migliore dell’obiettivo fissato per il 2026 (10,1). Un dato di particolare interesse epidemiologico riguarda la crescita del 18% nell’utilizzo della doxiciclina; tale incremento può essere riconducibile a una maggiore diffusione delle zecche dei boschi sul territorio e alla conseguente necessità di trattare o prevenire la malattia di Lyme».