Il maxi appalto
domenica 12 Aprile, 2026
Bypass, la battaglia sui costi. Il Consorzio Tridentum: «Stravolto l’appalto, rinegoziare il contratto»
di Francesco Terreri
Circonvallazione ferroviaria, il tavolo di confronto dovuto alla «frammentata esecuzione» imposta da Rfi. Bilancio 2025: anticipi per 277 milioni, alla Collini i primi 28
«Per effetto delle circostanze sopravvenute e della frammentata esecuzione imposta dal Committente, l’equilibrio sinallagmatico del contratto risulta completamente stravolto». è quanto si legge nella relazione sulla gestione del bilancio 2025 del Consorzio Tridentum, il raggruppamento di imprese che ha vinto il maxi appalto da quasi 1 miliardo di euro della circonvallazione ferroviaria di Trento. La relazione prosegue precisando che «per quanto sopra, Appaltatore e Committente hanno convenuto, a partire dalla fine di marzo 2025, di avviare un tavolo di confronto, volto alla rinegoziazione del contratto con l’interesse di non pregiudicare la realizzazione dell’opera. Detto confronto è tuttora in corso». In realtà non è solo un tavolo di confronto: sui costi dell’appalto, Tridentum ha fatto ricorso al Tar di Trento, che ha dichiarato inammissibile una delle due domande avanzate dal Consorzio per chiedere l’adeguamento del costo iniziale del bypass prevedendo un aumento in base ai maggiori costi di bonifica e dei materiali e si è dichiarato incompetente sull’altra domanda spiegando che a decidere dovrebbe essere il Tribunale ordinario (Il T del 13 marzo). L’appalto è stato vinto per un importo di 934,6 milioni di euro, poi portato a 949,6 milioni. Il costo complessivo dell’opera è attualmente fissato in circa 1,3 miliardi ma, secondo alcune fonti, il Consorzio Tridentum chiede che si salga a 1,7 miliardi, circa 400 milioni in più.
Il Consorzio vede come capofila il colosso Webuild col 51% delle quote e come soci Ghella col 35%, la trentina Collini Lavori col 10% e Seli Overseas, dello stesso gruppo Webuild, con il 4%. I conti 2025 registrano ricavi per oltre 67 milioni, acconti del committente Rfi per 277 milioni e corrispondenti crediti verso i consorziati per anticipazioni contrattuali, di cui quasi 28 milioni in capo a Collini.
Nella relazione presentata all’assemblea del 24 febbraio scorso dal presidente del Consiglio direttivo del Consorzio Rocco La Capra si spiega come mai l’equilibrio «sinallagmatico», cioè a prestazioni corrispettive, del contratto sia stravolto. «Nel corso del 2025 – si legge – oltre alla prosecuzione delle attività di progettazione, sono proseguiti i lavori di Parte A2 Sud, mentre quelli di Parte A2 Nord sono stati sospesi dal Committente con verbale del 21.02.2025, sottoscritto con riserva dall’Appaltatore. Nel corso dell’esercizio sono proseguite le attività di progettazione esecutiva delle opere di Parte B, attività che hanno visto il confronto con gli enti di controllo (Appa, Uopsal) delle soluzioni progettuali proposte, diverse da quelle previste in Pfte (Progetto di fattibilità tecnico-economica ndr), nonché con il Consulente nominato dalla Procura della Repubblica di Trento nell’ambito del procedimento rubricato al n. 3191/23 connesso con il sequestro intervenuto il 28.07.2023». La progettazione delle opere a nord è proseguita «soprattutto per la necessità di dare riscontro alle osservazioni contenute nella relazione del Consulente, trasmessa all’Appaltatore dal Commissario di Governo per la Provincia di Trento con nota prot. 0013608 del 07/02/2025». Inoltre, «sempre per effetto delle criticità ambientali, sono state introdotte nel Progetto esecutivo delle opere a nord, alcuni dispositivi di sicurezza ed attività di monitoraggio dell’aria per consentire di operare in sicurezza». Il progetto esecutivo è stato da poco presentato ed è in attesa di validazione.
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