Polemica
giovedì 9 Aprile, 2026
Egato, slitta ancora l’elezione del presidente: «Assemblea convocata quattro giorni prima senza rendere note le candidature, così non si fa»
di Simone Casciano
I sindaci temono il «blitz» della Provincia per candidare Redolfi, primo cittadino di Mezzana: «Se viene portato avanti così sale lo scetticismo»
Qualcuno lo definisce «un errore dovuto alla fretta», qualcun altro parla invece di «tentato blitz da parte della giunta», in ogni caso la riunione dell’assemblea dell’Egato che ne doveva eleggere il presidente e che la Provincia aveva convocato per venerdì è stata rimandata e sarà necessario un confronto prima che si trovi la guida del consorzio.
Quella per la presidenza è una partita importante, l’Egato non è solo l’ente deputato a occuparsi della gestione dei rifiuti in tutto il Trentino, ma anche quello chiamato a pronunciarsi sul progetto di inceneritore presentato dalla Provincia, e se è vero che il consorzio avrà una rappresentanza plurale, data dal consiglio di amministrazione e dall’assemblea, di cui fanno parte 20 rappresentanti, è anche vero che la figura del presidente rimane fondamentale. Per questo quando la Provincia ha mandato una convocazione martedì 7 aprile per venerdì 10 che indicava all’ordine del giorno l’elezione del presidente, più di qualcuno ha strabuzzato gli occhi e in molti si sono adoperati per rimandare il voto decisivo.
La chiamata
Secondo persone informate sui fatti erano due i punti all’ordine del giorno per la riunione di venerdì: il primo era prendere atto delle nomine fatte dal Consiglio delle autonomie locali (Cal) per il cda dell’Egato, ossia la sindaca di Borgo Valsugana e ingegnera ambientale Martina Ferrai e Marco Merler, dal 2004 al 2024 amministratore delegato di Dolomiti Energia. Il secondo punto doveva essere l’elezione del presidente, che deve essere eletto dai 20 partecipanti all’assemblea di Egato, 15 della comunità di valle, poi Trento, Rovereto, Cimone Garniga e Aldeno, più il rappresentante della Provincia. A loro è arrivata la convocazione per venerdì, ad appena 4 giorni di distanza e senza che si sapessero quali fossero le candidature per la guida del consorzio. Un sistema irrituale che ha portato all’opposizione di molti tra i rappresentanti dei Comuni, da qui sono seguite alcune interlocuzioni con la Provincia che hanno portato alla cancellazione dell’incontro ufficiale, ma alla conferma di un incontro ufficioso che servirà invece per appianare le divergenze e trovare un accordo sul nome del presidente.
Il retroscena
Perché il punto centrale della questione è quello: chi dovrà guidare l’azione di Egato. Una nomina importante su cui però finora non c’è stata la necessaria chiarezza durante il percorso elettivo. «In quattro giorni veniamo convocati per eleggere il presidente senza nemmeno che si sappiano quali sono le candidature – dice un sindaco – Non è questo il modo di fare le cose». «Questa faccenda di Egato è nata male e sta proseguendo peggio – aggiunge un altro – Non c’è uno statuto, non c’è un regolamento, tutto viene fatto in maniera veloce e confusionaria, quando invece stiamo parlando di un tema molto importante come il ciclo dei rifiuti e l’eventuale inceneritore». La sensazione di alcuni è che la Provincia abbia provato a forzare la mano e spingere sull’unico nome che da tempo si sente per il ruolo di presidente: Giacomo Redolfi, sindaco di Mezzana. Una persona capace, ma già mesi fa, alcuni sindaci dicevano che doveva «convincere i componenti dell’assemblea dell’Egato della sua autonomia dalla giunta provinciale». Dato vicino al centrodestra, si teme che possa avallare ogni richiesta proveniente dall’esecutivo, già sotto accusa di voler presentare «non una proposta sull’inceneritore e su dove collocarlo ma un editto».
Nel mirino l’assessora Giulia Zanotelli, che avrebbe già fatto capire che l’orientamento dell’amministrazione provinciale è per farlo, e farlo a Trento. Quando, stando alla legge che istituisce l’Egato, è questo ente che deve decidere se, come e dove fare l’inceneritore. «Già su Redolfi qualche dubbio c’era – conclude un sindaco – Se poi viene portato avanti così, con quello che sembra un blitz allora lo scetticismo sale». In questo contesto quindi è possibile che, qualora fosse andata avanti, la Provincia non avrebbe trovato i voti sul proprio candidato.
L'intervista
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