La guerra in Iran
domenica 5 Aprile, 2026
Voli a rischio per la guerra in Medio Oriente: ora scatta il razionamento del carburante negli scali di Milano e Venezia
di Redazione
Il prezzo del diesel vola a 2,096 euro al litro (+30%) mentre negli aeroporti scattano i primi razionamenti per il cherosene. Il Codacons stima un esborso extra di 1,28 miliardi per gli automobilisti, mentre Schlein attacca Meloni: «Serve il tetto al prezzo del gas»
La guerra in Iran fa impennare i prezzi dei carburanti, con un duro colpo agli automobilisti in partenza per Pasqua e conseguenze sull’approvvigionamento che mettono a rischio i voli estivi.
Ieri per gli scali italiani di Milano-Linate, Bologna, Venezia e Treviso sono scattate alcune limitazioni per l’approvvigionamento di carburanti in vigore fino al 9 aprile. Un Notam riferisce infatti di limitazioni al carburante fornito da Air Bp Italia, con le scorte di combustibile definite «ridotte o limitate». Negli avvisi relativi agli scali di Bologna e Venezia, si specifica che «la priorità sarà data ai voli di ambulanza, ai voli di Stato e ai voli con durata superiore a tre ore». Anche se il gruppo Save che gestisce gli scali di Venezia, Treviso e Verona ha fatto sapere che le limitazioni «non sono significative» e che «il problema è relativo ad un solo fornitore» mentre «negli scali del Gruppo ne sono presenti altri che riforniscono la gran parte dei vettori». Nessuna limitazione «è posta per i voli intercontinentali e per l’area Schengen ed è garantita l’operatività senza alcun allarmismo».
Durante l’intero periodo delle festività di Pasqua gli italiani dovranno affrontare una «maxi-stangata sui rifornimenti di carburante» che sfiora quota 1,3 miliardi di euro, fa sapere il Codacons che ha messo a confronto i listini di benzina e gasolio alla pompa praticati durante le feste di Pasqua del 2025 con quelli odierni. «Lo scorso anno il prezzo medio del gasolio nella settimana di Pasqua si attestava a 1,609 euro al litro» mentre al 3 aprile, secondo i dati Mimit, «il prezzo medio del diesel al self ha raggiunto 2,096 euro al litro», con un «incremento del +30,2% rispetto alle feste del 2025» per via della guerra in Iran e del riallineamento delle accise disposto dal governo a inizio anno.
Il Codacons avverte che, vista la previsione di 60 milioni di veicoli in circolo, la stangata raggiunge livelli monstre: +1,28 miliardi di euro rispetto alla Pasqua del 2025. Assoutenti rileva che su alcune tratte la spesa per i rifornimenti, tra andata e ritorno, «arriva a superare addirittura i 300 euro», con costi medi di 312 euro da Milano a Catania, oltre 70 euro in più rispetto allo scorso anno.
La crisi energetica derivata dal conflitto con l’Iran è uno dei temi sui quali ieri è andata all’attacco la segretaria del Pd, Elly Schlein. «Ma perché Giorgia Meloni non riesce a chiedere a Trump e Netanyahu di fermarsi? Perché non riesce a dire una parola chiara nonostante famiglie e imprese stiano sopportando i continui aumenti del carburante e dell’energia? Oggi Meloni chiede all’Europa ciò che non ha avuto il coraggio di fare fin qui in Italia, tassare gli extraprofitti delle società energetiche», afferma la leader dem per la quale «serve una risposta strutturale: introdurre subito un tetto europeo al prezzo del gas come si fece nel 2022, e in Italia bisogna aumentare la quota di rinnovabili per poter scollegare il prezzo dell’energia elettrica da quello del gas. Per questo occorre semplificare gli iter autorizzativi e moltiplicare le commissioni che se ne occupano, per accelerare».
«Così non si può andare avanti, le famiglie sono in bolletta e le imprese perdono competitività. Inoltre è notizia di oggi che comincia a mancare il carburante per i voli aerei che vengono razionati. Intanto la guerra prosegue e i prezzi rischiano di salire ancora, mangiandosi pure gli effetti dei decreti del governo», conclude.
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