Italia

martedì 31 Marzo, 2026

Caso Delmastro, nel ristorante Bisteccheria d’Italia si riciclavano i soldi del clan Senese

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Mauro Caroccia e la figlia Miriam avrebbero trasferito e poi investito, nella società di cui l'ex sottosegretario alla giustizia è stato azionista, i proventi derivanti dalle attività illecite

Mauro Caroccia e la figlia Miriam avrebbero trasferito e poi investito, anche nella fase di avviamento, nella società “Le 5 Forchette”, che gestisce il ristorante “Bisteccheria di Italia” a Roma, e di cui è stato azionista anche l’ex sottosegretario alla Giustizia, Andrea Delmastro, i proventi derivanti dalle attività illecite riconducibili al clan Senese. L’obiettivo sarebbe stato quello di consentire allo stesso sodalizio criminale di consolidare ulteriormente la propria presenza e influenza sul territorio.

È quanto si legge nel capo di imputazione formulato nei confronti di Caroccia dalla Direzione distrettuale antimafia di Roma. Delmastro non è indagato nella vicenda, ma dopo lo scoppio della bufera, e il contestuale risultato referendario, ha rimesso la carica da sottosegretario. La commissione Antimafia approfondirà il caso Delmastro con audizioni che coinvolgeranno lo stesso ex sottosegretario, mentre le opposizioni vanno all’attacco: una data per l’audizione ancora non c’è, ma Pd, M5S e Iv chiedono di stringere i tempi.

«Come è potuto accedere che un uomo così vicino a Meloni sia potuto essere coinvolto in un’attività che avrebbe aiutato un’associazione di stampo mafioso?», si chiede il Pd in una nota della capogruppo alla Camera, Chiara Braga. «Fino alla batosta referendaria, secondo Meloni la ‘leggerezza’ di Delmastro era un peccato veniale e poteva tranquillamente continuare ad amministrare la giustizia italiana» attaccano i rappresentanti del M5S nelle commissioni Giustizia di Camera e Senato. Ieri, intanto, Elena Chiorino, coinvolta nel caso, ha dato le dimissioni da assessora della giunta regionale piemontese dopo quelle dalla carica di vicepresidente di una settimana fa.