L'analisi
giovedì 26 Marzo, 2026
Fiducia dei consumatori in Trentino, l’indice scende a -12,7 punti: frenano gli acquisti e cresce l’indebitamento delle famiglie
di Redazione
L'analisi della Camera di Commercio evidenzia un calo di 7 punti rispetto a novembre. Andrea De Zordo: «Pesa l'incertezza economica, possibile ulteriore cautela per gli effetti del conflitto in Iran»
Il clima economico in Trentino registra una brusca frenata all’inizio del 2026. Secondo l’ultima rilevazione dell’Ufficio studi e ricerche della Camera di Commercio di Trento, l’indice del clima di fiducia dei consumatori nel mese di febbraio è arretrato di oltre 7 punti rispetto allo scorso novembre, attestandosi a una quota di -12,7 punti. Nonostante il dato locale risulti leggermente più rassicurante rispetto alla media nazionale (-14,7) e a quella del Nord Est (-13,8), il confronto con l’Europa (-11,9) e la Germania (-10,2) evidenzia una sofferenza maggiore del territorio provinciale nel contesto internazionale.
A pesare in modo determinante su questo pessimismo è la drastica riduzione della propensione all’acquisto di beni durevoli. Quasi la metà dei cittadini trentini, il 48,4%, dichiara infatti di voler contenere le spese destinate a mobili, elettrodomestici ed elettronica nei prossimi dodici mesi. Questo orientamento riflette un deterioramento complessivo delle aspettative sull’andamento dell’economia locale, con una quota crescente di intervistati che prevede un peggioramento del contesto macroeconomico nel breve periodo.
Anche la tenuta finanziaria delle famiglie mostra segnali di cedimento. Sebbene prevalga ancora un giudizio di stabilità, la capacità di risparmio è in netta contrazione: la percentuale di chi riesce ad accantonare risorse è crollata dal 58,4% di novembre al 45,6% attuale, con una perdita di quasi 13 punti. Di contro, aumenta la platea di chi è costretto ad attingere ai risparmi (oltre l’8%) o a ricorrere all’indebitamento, che passa dall’1,4% al 4,4%. Solo meno della metà dei consumatori confida di riuscire a mettere da parte denaro nei prossimi mesi, mentre cresce l’incertezza per il 32,3% del campione.
Sul fronte del mercato del lavoro, le previsioni sull’occupazione rimangono tendenzialmente stabili, con sei consumatori su dieci che non prevedono un aumento della disoccupazione. Tuttavia, anche in questo ambito si insinua il dubbio: la quota di chi teme un peggioramento è salita dal 20,2% al 26,9%.
In merito a questo scenario, il Presidente della Camera di Commercio di Trento, Andrea De Zordo, sottolinea come i risultati dell’indagine delineino un contesto caratterizzato da un rafforzamento degli atteggiamenti prudenziali da parte dei consumatori, che tendono a contenere i consumi in risposta a un quadro economico percepito come incerto. De Zordo avverte inoltre che la rilevazione, essendo stata effettuata a febbraio, non tiene ancora conto delle recenti tensioni geopolitiche: «Il sentiment non risente ancora degli effetti del conflitto in Iran; un fattore critico che, nei prossimi mesi, potrebbe indurre i consumatori ad atteggiamenti di ulteriore cautela».
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