Salute
mercoledì 25 Marzo, 2026
Dall’oncologo di Borgo che se ne va a Bolzano, alla riduzione dei posti letto in terapia intensiva al Santa Chiara. Il Pd: «A rischio i servizi sanitari»
di Redazione
Interrogazione del consigliere Zanella: «La giunta ci dica qual è la strategia»
L’ultimo addio nella sanità trentina ha delle ripercussioni anche sulla politica locale. Ha scelto di andarsene dall’ospedale di Borgo Valsugana, il dottor Dimitri Peterlana, in servizio dal 2022 come medico oncologo del day hospital: ha chiesto il trasferimento a Bolzano. E c’è preoccupazione nell’area della Bassa Valsugana sulla possibile continuazione del servizio.
Il caso è, insieme ad altri, al centro di un’interrogazione presentata dal consigliere provinciale del Partito democratico, Paolo Zanella. Nel documento si cita anche la carenza diffusa di infermieri all’ospedale Santa Chiara di Trento, che ha già portato alla riduzione dei posti letto in terapia intensiva. A preoccupare è anche l’esito dei bandi per il ruolo unico dei medici di medicina generale, che hanno registrato numeri molto bassi: a fronte di 54 incarichi vacanti, sono stati coperti solo 12 posti.
Secondo i dati riportati nell’interrogazione, in Trentino mancherebbero circa 500 infermieri, mentre nei prossimi anni la situazione potrebbe peggiorare ulteriormente. Entro il 2028 sono infatti previsti 78 pensionamenti tra i medici di base, di cui 19 già nel 2026. A fronte di queste uscite, la Scuola di formazione in medicina generale continua a registrare poche adesioni: per il triennio 2025-2028 sono stati coperti solo 15 posti su 40 disponibili.
Un quadro che solleva dubbi anche sulla sostenibilità della riorganizzazione territoriale prevista, con l’apertura delle Case e degli Ospedali di comunità. «Nutriamo forti perplessità sulla capacità di rendere attrattivo il sistema sanitario trentino», sottolinea Zanella, che evidenzia come «la carenza di personale rischi di compromettere sia i servizi esistenti sia quelli futuri»,
Tra le criticità segnalate anche la cosiddetta “rimodulazione” della presenza infermieristica nei reparti, che secondo il consigliere potrebbe aggravare il carico di lavoro e favorire ulteriori dimissioni. Non si esclude inoltre che altri moduli di degenza possano essere stati ridotti o chiusi.
Con l’interrogazione, Zanella chiede alla Giunta dati aggiornati sul numero di operatori mancanti, sulle dimissioni registrate negli ultimi anni e sulle strategie per affrontare l’emergenza. Tra i temi sollevati anche l’ipotesi, avanzata a livello nazionale, di ricorrere a personale sanitario straniero e la necessità di ripensare l’organizzazione degli ospedali per evitare duplicazioni e migliorare l’efficienza.
Infine, il consigliere domanda se sia stata promossa adeguatamente, anche fuori regione, l’estensione delle borse di studio per gli aspiranti medici di base, considerata una delle leve principali per rendere più attrattivo il sistema sanitario locale: sono solo 15 gli iscritti alla scuola, a fronte di una domanda di 185 medici ci medicina generale sul territorio.