L'operazione

mercoledì 18 Marzo, 2026

Alto Garda, sequestrato un centro scommesse: era l’hub finanziario per riciclare i soldi della droga. Denunciate 29 persone

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Operazione dei Carabinieri di Riva del Garda e della Procura di Rovereto: 29 denunce per riciclaggio ed esercizio abusivo del credito. L'indagine chiude il cerchio sul maxi blitz antidroga del 2024

Nella tarda serata di martedì 17 marzo 2026, i militari del N.O.R. – Aliquota Operativa della Compagnia di Riva del Garda hanno inferto un colpo decisivo a un’articolata rete criminale attiva nell’Alto Garda. Su delega della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Rovereto, guidata dal Procuratore Dott.ssa Orietta Canova, è stato eseguito un decreto di sequestro preventivo emesso dal GIP nei confronti di un centro scommesse situato nella zona, trasformato secondo gli inquirenti in un vero e proprio “polmone finanziario” illecito.

Dallo spaccio al riciclaggio: le origini dell’inchiesta

L’attività rappresenta la conclusione di una complessa indagine avviata nell’ottobre del 2024, quando un imponente blitz dei Carabinieri e della Polizia di Stato portò all’esecuzione di 33 misure cautelari per associazione a delinquere finalizzata allo spaccio di cocaina, hashish e marijuana. Da quel momento, gli investigatori dell’Arma si sono concentrati sulle modalità con cui i vertici dell’organizzazione riuscivano a “ripulire” i proventi del traffico di stupefacenti.

Già nell’aprile del 2025, l’inchiesta aveva portato alla denuncia di otto persone e al sequestro di beni di lusso, tra cui orologi Rolex, contanti e tre appartamenti tra la “Busa” e Vercelli, per un valore di circa 470 mila euro, che si aggiungevano ai sequestri patrimoniali già effettuati all’inizio dell’operazione.

Il centro scommesse come hub del crimine

Gli accertamenti più recenti hanno permesso di fare luce sul ruolo centrale della ricevitoria sequestrata martedì sera. Il centro scommesse dell’Alto Garda era diventato un vero e proprio hub finanziario utilizzato per il riciclaggio: qui il denaro sporco proveniente dallo spaccio e da altre attività commerciali veniva inserito nel circuito legale, facendolo apparire come frutto di regolari vincite al gioco.

Oltre al riciclaggio e alla sostituzione di persona, l’inchiesta ha svelato un florido esercizio abusivo dell’attività finanziaria. Per incrementare il volume delle giocate e i relativi guadagni, la ricevitoria erogava finanziamenti non autorizzati ai vari giocatori, agendo di fatto come un istituto di credito clandestino.

Il bilancio finale dell’operazione

L’operazione si chiude con un bilancio pesante per il sodalizio criminale: sono 29 le persone denunciate a vario titolo in stato di libertà. I reati contestati vanno dal riciclaggio all’esercizio abusivo di attività finanziaria, fino alla sostituzione di persona. L’intervento dei militari di Riva del Garda conferma la massima attenzione delle istituzioni nel contrastare non solo il traffico di droga, ma anche le infiltrazioni economiche della criminalità nel tessuto commerciale del territorio.