Cronaca

sabato 14 Marzo, 2026

Bici e sicurezza stradale, nel 2026 arrivano 170 km di nuove Bike Lane. Coinvolte le salite iconiche fra Riva del Garda, Trento e la Valle di Cembra

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Il presidente Fugatti annuncia l'espansione del progetto: quattordici tratte coinvolte per garantire sicurezza a ciclisti e automobilisti

La sicurezza stradale sale in sella e punta verso le vette più celebri del Trentino. Nel corso del 2026, la rete delle Bike Lane provinciali subirà un’accelerazione decisiva: sono infatti previsti 170 chilometri di corsie ciclabili che andranno a interessare 14 tra le salite più iconiche del territorio. L’annuncio è arrivato dal presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti, in occasione della manifestazione «Sulla buona strada», l’evento di sensibilizzazione che ha visto cittadini e associazioni pedalare da Piazza Duomo a Piazza Fiera.

La seconda fase: dai passi dolomitici al Monte Bondone

Dopo la sperimentazione avviata nel 2025 in Val di Cembra e sulla Paganella, il monitoraggio positivo ha spinto l’esecutivo a rilanciare. «L’obiettivo delle istituzioni è garantire a tutti i ciclisti la possibilità di pedalare lungo la rete viaria provinciale in sicurezza», ha dichiarato Fugatti. «Lo dobbiamo anche a chi oggi, purtroppo, non c’è più».

Il piano per il 2026 si divide in lotti. Si partirà immediatamente con tre interventi prioritari per un totale di 25 chilometri:

Lago di Tenno – Riva del Garda (SP 37): 8,9 km.

Trento – Bosentino (SS 349): 9,7 km.

San Michele – Palù di Giovo (SP 131 «Strada dei Campionissimi»): 6,4 km.

A seguire, i lavori toccheranno i templi del ciclismo spesso protagonisti del Giro d’Italia: dai passi Pordoi, Manghen, Tonale e Rolle, fino alle ascese del Menador, della Polsa, del Monte Bondone e del Monte Velo.

Non piste, ma corsie di convivenza

Il presidente ha tenuto a precisare la natura tecnica degli interventi: «Ricordo che le Bike Lane non sono piste ciclabili e non rappresentano un restringimento di carreggiata, sono corsie ciclabili segnalate sulla strada che si integrano con la viabilità esistente». Si tratta di un monito visivo che funge da deterrente psicologico, invitando chi guida e chi pedala al rispetto reciproco degli spazi. Se i dati confermeranno l’efficacia del sistema, il traguardo finale della Provincia è ambizioso: una rete di quasi 400 chilometri su circa 30 percorsi totali.

Verso i Mondiali 2031

Oltre alle corsie su strada, il Trentino continua a investire sulle infrastrutture dedicate. Con una rete di piste ciclabili che già oggi genera un indotto di 100 milioni di euro annui, l’attenzione si sposta ora sulla formazione dei giovani atleti, con nuovi percorsi nell’area di San Vincenzo. «Questa struttura, insieme a quelle che verranno realizzate in vista dei Super Mondiali di Ciclismo del 2031 assegnati al Trentino, rappresenterà l’eredità più importante per il nostro territorio», ha concluso Fugatti.

La giornata si è chiusa con un momento di forte commozione in Piazza Fiera, dove è stata annunciata la nascita di una Fondazione intitolata a Sara Piffer. Associazioni come FIAB, Federciclismo e Legambiente hanno ribadito la necessità di affiancare alle opere strutturali una vera svolta culturale, partendo dalle scuole, per trasformare la strada in uno spazio di convivenza e non di conflitto.