Economia
martedì 10 Marzo, 2026
Crisi in Medio Oriente, Confindustria: «Per il Trentino export da oltre 25 milioni, se la guerra continuerà ci saranno conseguenze per tutto il settore»
di Redazione
Il presidente Delladio: «Esportazioni cresciute del 46% in un anno». Attivato un Help Desk per gestire le criticità
Crescono le preoccupazioni per le conseguenze del conflitto in Medio Oriente nell’economia trentina. Anche Confindustria ha deciso di attivarsi per dare sostegno ai propri associati attivando un “Help Desk” che garantisca aggiornamenti tempestivi sugli sviluppi geopolitici e sostegno per affrontare le criticità legate a energia, logistica, export e finanza.
«Il Medio Oriente non è una destinazione primaria dell’export provinciale, ma i rapporti commerciali con alcuni Paesi dell’area sono in crescita e coinvolgono un numero limitato ma significativo di aziende – ha spiegato il presidente Lorenzo Delladio – parliamo di un gruppo di aziende della meccanica e di alcune aziende dei settori alimentari e ict, chimica e plastica, con un paio di attestazioni di legno e carta. L’export delle imprese trentine verso Emirati Arabi Uniti, Qatar e Bahrain seppur contenuto in valore assoluto, ha mostrato una dinamica positiva negli ultimi anni. In particolare, dopo l’avvento dei dazi Usa le imprese trentine hanno diversificato e c’è stato un aumento dell’export considerevole. Nei primi tre trimestri del 2025 le esportazioni verso questi tre Paesi hanno registrato un incremento complessivo del 46% rispetto allo stesso periodo del 2024, trainato in particolare da Emirati Arabi Uniti e Qatar, fino ad attestarsi al valore assoluto di oltre 25,5 milioni di euro, superiore perfino alle esportazioni di tutto il 2024».
Fra le imprese trentine che operano nell’area interessata dal conflitto sono poche quelle con una presenza “diretta”: le altre si affidano a rivenditori, distributori e agenti locali. «Qualora la guerra israelo-americana si limiti a giorni o poche settimane potrebbero non esserci effetti diretti sostanziali sull’export trentino verso questi tre Paesi – dichiara il direttore Roberto Busato – Se invece la guerra dovesse durare di più, l’industria ne risentirebbe certamente, sia in termini di presenza e operatività, sia soprattutto in termini di maggiori costi di trasporto e assicurazioni collegate, considerando il ruolo primario che ha il passaggio di merci globali attraverso lo stretto di Hormuz».
Delladio avverte inoltre del rischio di ulteriori rincari dopo quelli che già hanno interessato il mercato energetico negli ultimi giorni: «Sebbene l’importanza del Medio Oriente come fornitore diretto di gas per l’Unione Europea sia diminuita negli ultimi anni – conclude il presidente di Confindustria – eventuali interruzioni prolungate delle esportazioni di Gnl possono generare effetti indiretti rilevanti, aumentando la competizione sui mercati globali e spingendo al rialzo i prezzi anche in Europa».
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