Mondo
mercoledì 25 Febbraio, 2026
Ucraina, nell’anniversario della guerra gli aiuti europei non arrivano. Von der Leyen: «Solo questione di tempo»
di Redazione
In ballo anche il ventesimo pacchetto di sanzioni. Zelensky: «Putin non ha raggiunto i suoi obiettivi»
Magro anniversario per l’Ucraina. A quattro anni dall’inizio del conflitto, i vertici Ue, assieme a molti leader europei, ieri sono arrivati a Kiev a mani vuote: senza il 20° pacchetto di sanzioni, né il via libera al prestito vitale di 90 miliardi. È ancora l’Ungheria di Viktor Orban a bloccare i provvedimenti a favore del paese invaso da Vladimir Putin. Le nuove misure restrittive, che colpiscono soprattutto le entrate energetiche russe, saranno presto realtà, «è solo questione di tempo», assicura la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen. Così come il via libera al prestito da 90 miliardi, di cui 60 serviranno a rafforzare la difesa e 30 per il sostegno al bilancio. «Lo chiamiamo il ‘porcospino d’acciaio’, perché dovrebbe dare all’Ucraina la forza di un porcospino d’acciaio indigesto per potenziali invasori. Il prestito è stato concordato da 27 leader in seno al Consiglio europeo: questa parola non può essere infranta. Manterremo il prestito in un modo o nell’altro», commenta la leader dell’esecutivo Ue. Orban per ora non cede e replica ai richiami del presidente del Consiglio europeo Antonio Costa ribadendo che non darà alcun vantaggio a Kiev finché non verrà ripristinato il flusso di petrolio russo tramite l’oleodotto Druzhba.
A Kiev, alla cerimonia di commemorazione delle vittime, sono accorsi diversi leader, che poi si sono riuniti nel formato della Coalizione dei Volenterosi. Ancora una volta unità di intenti, mentre proseguono, a fatica, i negoziati sotto l’egida Usa. Nuovi colloqui sono attesi tra circa 7-10 giorni. «Putin non ha raggiunto i suoi obiettivi. Non ha spezzato gli ucraini. Non ha vinto questa guerra», commenta Zelensky. Parlando in video collegamento al Parlamento europeo, riunito in plenaria straordinaria, il leader ucraino sottolinea l’importanza di mantenere il legame tra Europa e Usa, anche se «comprendiamo tutti che non è un compito facile». Definisce poi il regime di Putin una «dittatura instabile, che non può accettare che in Europa ogni vita conti, che i diritti umani siano importanti». E invita gli europei a difendere il loro stile di vita, tanto anelato dagli ucraini. «Per noi è importante ricevere una data chiara per l’adesione all’Ue», rimarca il leader ucraino, sperando che sia fattibile l’ingresso nel 2027. Doccia gelata però da parte della leader della Commissione europea che ricorda come fissare una data per Bruxelles è «impossibile», sia perché il processo è basato sul merito, sia per non indispettire gli altri Paesi candidati in attesa da molto più tempo.
Avanti con il «costante e convinto sostegno» a Kiev supportando «con determinazione» gli sforzi internazionali «per promuovere una pace giusta e duratura», ha ribadito dal canto suo Giorgia Meloni in occasione della riunione dei Volenterosi. Il governo, rimarca una nota di palazzo Chigi al termine del video-collegamento, «sostiene e accompagna il processo negoziale promosso dagli Stati Uniti e partecipa alle attività della coalizione per la definizione di solide garanzie di sicurezza per l’Ucraina».
La Russia intanto ha affermato che non ha ancora raggiunto tutti i suoi obiettivi bellici in Ucraina e continuerà a combattere fino a quando questo avverrà. Ad annunciarlo, ieri, è stato il Cremlino. «Gli obiettivi non sono ancora stati completamente conseguiti, motivo per cui l’operazione militare continua», ha dichiarato il portavoce Dmitry Peskov, che ha tuttavia voluto precisare che «l’obiettivo principale» di Mosca è garantire «la sicurezza delle persone» che vivono nell’Ucraina orientale. Secondo quanto rivela Bloomberg, Donald Trump vorrebbe un accordo di pace per l’Ucraina entro il prossimo 4 luglio, giorno in cui celebrerà il 250mo anniversario dell’approvazione della Dichiarazione di Indipendenza del 1776.