La delibera

sabato 21 Febbraio, 2026

Servizi estivi per 8mila studenti, Spinelli: «Non è scuola aperta, ma un nuovo sistema per le famiglie»

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Si parte dal 29 giugno al 9 agosto di quest’anno, con un’apertura oraria più estesa, che va dalle 7.30 del mattino alle 18.30 del pomeriggio

Cosa non è la delibera approvata ieri dalla giunta? «La scuola aperte d’estate», dice subito l’assessore Achille Spinelli illustrando il tanto atteso bando che va a dare gambe all’impegno del presidente Maurizio Fugatti di dare risposte alle famiglie che non sanno dove mandare i figli durante le vacanze. «Ci sono state polemiche, ma dico subito che questa è una sperimentazione». Spinelli sembra iniziare mettendo le mani avanti, forse perché già sente le critiche arrivare dalla minoranza, e forse anche dalla maggioranza, che diranno che «non erano queste le promesse».

Maggiori servizi
Il mondo dell’offerta dei servizi estivi socio-conciliativa è variegato, un mondo che non ha una guida e che non ha avuto fino ad ora una gestione unitaria. L’idea — spiega l’assessore — è quella di creare occasioni, già a partire dal 29 giugno al 9 agosto di quest’anno, per nuovi servizi ulteriormente allargati rispetto all’esistente, con un’apertura oraria più estesa, che va dalle 7.30 del mattino alle 18.30 del pomeriggio, quindi andando incontro a molte famiglie che lavorano».

Ottomila studenti coinvolti
L’intervento potrà coinvolgere complessivamente fino a 8000 bambini e ragazzi, 1.320 per turno, su tutto il territorio provinciale per sei settimane consecutive. Nello specifico, la giunta ha approvato ieri l’avviso pubblico di manifestazione di interesse per i Servizi d’interesse economico generale (Sieg) estivi per raccogliere, da parte degli enti e realtà del settore, le proposte di progetti per l’estate. Nel secondo provvedimento, l’esecutivo ha approvato i nuovi criteri e modalità per la concessione di contributi per la realizzazione di soggiorni socio-educativi a favore della popolazione giovanile trentina.

Non solo contributi
«Questo sistema non si limita più a semplici contributi, ma integra tre pilastri normativi e operativi per rispondere ai bisogni emersi dalle indagini sulle famiglie, implementando e mettendo a sistema l’offerta dei servizi attualmente presente in ambito provinciale». E i pilastri sono questi: Servizi di Interesse Economico Generale (Sieg), Buoni di Servizio Fse+ e Soggiorni socio-educativi con la revisione dei criteri per i contributi a enti senza scopo di lucro, per aumentare i contributi a fronte di un sostanziale innalzamento degli standard qualitativi ed in materia di sicurezza. Infine viene proposta una vetrina informatica unica: una piattaforma digitale Estate Family, che raccoglierà l’intera offerta territoriale, facilitando la messa a sistema dell’intera gamma dei servizi offerti e l’orientamento delle famiglie tra le diverse proposte. «Il modello Sieg introduce un cambio di paradigma: il servizio viene costruito attraverso una progettazione partecipata tra amministrazione e soggetti erogatori. Non si tratta di una semplice erogazione di fondi, ma di una co-definizione dei contenuti pedagogici ed organizzativi».

Costi calmierati
«Il sistema di compensazione della Provincia assicura che il costo per le famiglie sia proporzionato alle loro possibilità economiche, con rimborsi diretti ai soggetti incaricati per coprire il disavanzo tra i costi di gestione e le rette incassate», spiega l’assessorato.

Soggiorni socio-educativi
La seconda delibera approvata dalla giunta riguarda i criteri per la concessione dei contributi per la realizzazione di attività di soggiorno socio-educativo, a favore della popolazione giovanile residente in provincia di Trento, promosse da enti, associazioni o altri soggetti o organismi senza scopo di lucro.

«Anche in questo caso va sottolineata la messa a sistema del servizio e il fatto che a fronte di un maggiore contributo pubblico, raddoppiato per la frequenza, viene chiesta una implementazione qualitativa (formazione degli operatori, rapporto numerico tra operatori e minori, tutela della sicurezza degli utenti, proposta socio educativa qualificane) alleggerendo il costo a carico delle famiglie».