Salute

martedì 17 Febbraio, 2026

Ginecologia, un gettonista (specializzato in endometriosi) anche per il Santa Chiara. Parolari (Pd) contro il bando: «Così casi complessi affidati a un esterno»

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La retribuzione: fino a 79 euro all'ora (con super reperibilità). Ma c'è anche un concorso per il tempo indeterminato: arrivate 26 domande

Con un avviso pubblicato a inizio gennaio, l’Azienda Sanitaria Universitaria Integrata di Trento ha manifestato la necessità di integrare l’équipe dell’Unità operativa di Ostetricia e Ginecologia dell’Ospedale Santa Chiara con un ginecologo libero professionista esperto nel trattamento chirurgico dell’endometriosi profonda.

Secondo quanto indicato nell’avviso, il professionista dovrebbe non solo contribuire alla formazione del personale medico nel trattamento chirurgico di questa patologia, ma anche coprire turni di pronta disponibilità, assumendo il ruolo di «super reperibile», ovvero il medico chiamato a intervenire quando i due colleghi di guardia si trovano ad affrontare situazioni particolarmente complesse.

È infatti necessaria, scrive Asuit in una delibera datata l’8 gennaio, «la copertura di un fabbisogno complessivo di 70 ore mensili di servizio attivo distribuite su sette giorni ed eventuali turni di pronta disponibilità, finalizzato anche alla formazione e all’aggiornamento dei medici strutturati dell’U.O. Ostetricia e ginecologia dell’Ospedale di Trento».

La tariffa oraria?  Quella specificata con l’ultima delibera: 75 euro all’ora, con un aggiunta di 4 euro all’ora per la pronta disponibilità.

Si tratterebbe del primo caso di un bando per gettonista nel principale ospedale del Trentino, dopo le numerose chiamate per Cles e Cavalese.

Sulla vicenda è intervenuta la consigliera provinciale del Partito democratico, Francesca Parolari, che ha depositato un’interrogazione dettagliata sollevando diverse perplessità. In particolare, Parolari evidenzia come nell’équipe dei super reperibili non rientrerebbe stabilmente l’attuale primario dell’Unità operativa, a differenza di quanto avveniva in passato. Una criticità che sarebbe emersa con maggiore evidenza dopo il pensionamento, alcuni mesi fa, di uno dei professionisti che garantivano la reperibilità.

Da qui, secondo la consigliera, l’avvio del bando per un incarico libero professionale da 70 ore mensili, per sette giorni al mese. «Una scelta – dice Parolari – che appare in contrasto con la posizione storicamente espressa dal primario, sia a Trento sia in precedenza a Rovereto, contrario al ricorso alla libera professione negli ospedali cittadini, nonostante la cronica carenza di personale, particolarmente acuta nei mesi estivi».

Parolari sottolinea come si arrivi così ad affidare la super reperibilità, attivata nei casi di massima emergenza, a un professionista esterno che non fa parte stabilmente dell’équipe medica. «È  particolarmente curiosa – aggiunge – la scelta puntare su un libero professionista la formazione interna sull’endometriosi profonda, patologia che finora sarebbe stata gestita inviando le pazienti in centri altamente specializzati. A suo avviso, una formazione efficace richiederebbe l’invio dei medici per periodi prolungati in strutture di riferimento, dove possano seguire un numero significativo di casi, piuttosto che l’affiancamento occasionale a un unico specialista presente solo alcuni giorni al mese»

Secondo la consigliera, la decisione rischierebbe di celare l’esigenza di coprire turni di reperibilità che il primario non intende o non può garantire. Parolari ha presentato un’interrogazione in consiglio, chiedendo se sia appropriato affidare la super reperibilità a personale in libera professione; se la scelta sia temporanea o strutturale; chi sia stato individuato e con quale articolazione oraria; se non sia più funzionale formare il personale in centri specializzati; e quanti casi di endometriosi siano stati trattati negli ultimi tre anni in provincia e fuori provincia.

«La decisione di inserire un rapporto di lavoro in libera professione nell’unità operativa di Ostetricia e Ginecologia dell’Ospedale di Trento – conclude Parolari – non sembra affatto fondata sulla valutazione oggettiva di elementi organizzativi, gestionali e di appropriatezza. Appare piuttosto un modo per tutelare la comfort zone del Responsabile della U.o, con impatto assai probabile anche sul livello di qualità delle cure».

L’Asuit a gennaio ha indetto anche un concorso per nuove assunzioni a tempo indeterminato tra specialisti ginecologi: sono pervenute 26 domande. A inizio febbraio è stata comunicata anche la commissione d’esame, che sarà presieduta dal primario Fabrizio Taddei.