L'indagine

domenica 15 Febbraio, 2026

Bimbo trapiantato, il cuore in un comune box di plastica e l’errore del ghiaccio: Nas di Trento in campo

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Le omissioni secondo i primi accertamenti: carabinieri all'ospedale di Bolzano e Napoli per accertare le responsabilità. Per il bimbo di 2 anni l'ultima ipotesi di un cuore artificiale

Sarebbe stato un “comune” contenitore di plastica rigida a contenere il cuore trapiantato il 23 dicembre sul bimbo di Napoli, organo poi rivelatosi danneggiato a causa delle temperature troppo basse, e non un box “tecnologico” in grado di mantenere costanti e monitorate le temperature: è uno dei profili che emergono dopo il sequestro del contenitore, eseguito nei giorni scorsi dal Nas di Napoli.
Il nodo cruciale però non risiederebbe tanto nella tipologia del box usato, quanto nell’uso, invece del ghiaccio tradizionale, di quello secco, che arriva fino a -80 gradi e che avrebbe “bruciato” l’organo.
Di questo si sta occupando il Nas di Trento, competente su Bolzano, città dove quel giorno non si è recata solo l’equipe partenopea, ma anche medici provenienti da altre località per il prelievo di diversi organi espiantati.

I carabinieri dovranno anche accertare chi ha reperito in loco il ghiaccio e chi ha (o non ha) eseguito controlli prima della partenza alla volta di Napoli.

Il contenitore di plastica è stato sequestrato nei giorni scorsi dal Nas di Napoli che, coordinato dalla Procura partenopea (VI sezione, pm Giuseppe Tittaferrante, procuratore aggiunto Antonio Ricci), sta indagando per fare luce su quanto avvenuto il 23 dicembre 2025.

Secondo gli inquirenti, il cuore trapiantato sarebbe stato danneggiato durante il trasferimento da Bolzano a Napoli. La Procura ha iscritto nel registro degli indagati sei sanitari con l’ipotesi di lesioni colpose. Un passaggio definito “atto dovuto”, mentre gli ispettori del ministero della Salute e della Regione Campania stanno effettuando verifiche parallele. La direzione ospedaliera ha assicurato piena collaborazione. “Una vicenda dolorosissima”, ha commentato il presidente della Regione Campania Roberto Fico. “Faremo piena chiarezza”, ha garantito il ministro della Salute Orazio Schillaci.

Intanto, dopo il trapianto fallito, il bimbo di due anni è ricoverato a Napoli, in coma farmacologico, collegato all’Ecmo. Le sue condizioni sono gravi, ma stazionarie. Mentre la Procura indaga e la famiglia chiede verità, nelle ultime ore si fa strada un’ipotesi estrema: l’impianto di un cuore artificiale come ponte verso un nuovo trapianto.