Viabilità

venerdì 6 Febbraio, 2026

Dopo oltre due giorni di lavori riapre la statale della Valsugana a San Cristoforo

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L'annuncio questo pomeriggio: anche ieri giornata infernale per gli automobilisti

Ci sono volute oltre sessanta ore di lavori, durante le quali la statale della Valsugana, una delle strade più trafficate del Trentino, è stata chiusa all’altezza di San Cristoforo, sul lago di Caldonazzo, ma alla fine la SS47 è tornata completamente agibile. L’annuncio nel pomeriggio di oggi: la chiusura era stata dovuta al cedimento del manto stradale vicino al sottopassaggio del Rastel: interrotto il tratto tra Pergine Sud e Levico.

L’intervento, rende noto la Provincia, ha permesso di ripristinare in sicurezza la viabilità lungo un tratto strategico della statale. Le operazioni hanno riguardato in primo luogo la gestione delle acque della roggia Fos dei Gamberi, che sono state deviate in un canale limitrofo. È stato quindi ricostruito il tombino di attraversamento della SS47, con la posa di nuove tubazioni, il ripristino del rilevato e del manto stradale. I lavori sono stati svolti grazie alla sinergia tra i Servizi provinciali Gestione strade, Bacini montani e Prevenzione rischi, con il supporto dei Vigili del fuoco permanenti di Trento e dei Vigili del fuoco volontari di Pergine, oltre alle imprese private.

Tanti i problemi anche nella giornata di ieri. Le difficoltà sono iniziate ancora in mattinata quando la coda di veicoli, costretti in parte a deviare il proprio tragitto verso Caldonazzo e Calceranica per evitare il senso unico alternato, è arrivata fino all’ingresso della statale in prossimità della periferia di Borgo Valsugana.

Invece, poco dopo mezzogiorno, si è verificato un tamponamento a catena nei pressi di San Cristoforo, a pochi metri dai lavori di ripristino dell’asfalto. Quattro veicoli si sono tamponati tra loro, bloccando la carreggiata per diverso tempo: le auto sono state poi spostate per far passare un’ambulanza in emergenza.
Nel frattempo sono proseguiti anche i lavori di ripristino dell’asfalto ceduto mercoledì, che dovrebbero concludersi oggi nel tardo pomeriggio permettendo la riapertura della strada. Il cedimento del fondo stradale si era verificato mercoledì mattina prima delle 10, quando sulla Statale è apparso un buco profondo diversi centimetri.

Un punto che era stato soggetto a un crollo anche nell’estate del 2024. Sotto quel tratto di strada è infatti presente un tubo delle acque bianche che porta verso il lago il corso d’acqua chiamato «Fos dei Gamberi» che, a causa delle precipitazioni si era rotto, risucchiando la ghiaia su cui poggia l’asfalto. Era stato necessario scavare un buco largo e profondo diversi metri, continuando a drenare il Fos dei Gamberi con delle idrovore per impedire all’acqua di riempire la buca e poter riparare così il tubo. In totale erano state impiegate anche idrovore dei vigili del fuoco, con una potenza di pompaggio totale di quasi 30 mila litri al minuto.
L’intervento per sistemare nuovamente l’asfalto è stato simile, con l’intervento delle idrovore dei vigili del fuoco e la necessità di scavare un buco di diversi metri di profondità per sostituire le tubatura danneggiate.