Il lutto
venerdì 6 Febbraio, 2026
Addio a Carmen Buganza: l’artista del vetro che trasformava la luce in bellezza. Comunità di Fiavé in lutto
di Gianfranco Piccoli
Scomparsa improvvisamente a 59 anni, lascia il marito Luca Bronzini. Dal laboratorio di Saone ai mercatini del Trentino, il ricordo di una donna riservata e gentile che aveva fatto dell'arte vetraria la sua missione di vita
«Qualcuno ha detto “la bellezza salverà il mondo»: con i colori e la luce dei miei oggetti voglio credere di dare un piccolo contributo a questa missione che tanti, in modo diverso, portano avanti». Con queste parole Carmen Buganza, artista del vetro, declina la sua passione sul sito di Glass Art, il laboratorio di Saone dove sino a poche ore fa dava sfogo alla sua creatività. Sono parole, quelle scelte da Carmen, che oggi risuonano con pienezza nei ricordi di chi, con il cuore affranto, la ricorda.
Fiavé oggi è una comunità ferita. Incredula. Mercoledì sera la notizia dell’improvvisa scomparsa di Carmen, a soli 59 anni (ne avrebbe compiuti 60 il 2 marzo), ha spezzato la quiete invernale del paese. Carmen era moglie di Luca Bronzini, consigliere comunale a Fiavé, dottore forestale, molto noto in Trentino, e non solo, per il suo impegno sociale a 360 gradi. Un impegno, quello di Luca, che sposa perfettamente, tessendo reti di relazioni in tante direzioni, quel motto «la bellezza salverà il mondo».
La tragedia si è consumata mercoledì sera nell’abitazione nel centro di Fiavé, dove la donna viveva con il marito e il figlio Martino. Carmen da qualche tempo non stava bene e solo poche ore prima, al termine di accertamenti che non avevano evidenziato problemi, era stata dimessa dal pronto soccorso di Tione. I familiari l’hanno trovata riversa a terra in bagno, ormai priva di vita: i tentativi di rianimarla si sono rivelati, purtroppo, vani.
Nata e cresciuta a Milano, figlia di una coppia originaria di Saone, Carmen Buganza ha frequentato il liceo linguistico Manzoni nel capoluogo lombardo. Per un periodo ha lavorato nel personale di terra degli aeroporti milanesi. Poi l’incontro, decisivo, giusto 40 anni fa, con l’arte della lavorazione del vetro. Un materiale particolare, affascinante, delicato, fragile, ma in grado di donare rifrazioni emotive uniche. La passione l’aveva portata a formarsi con i maestri di Murano e ad aprire un laboratorio a Saone, il paese natale dove nel frattempo anche i genitori erano tornati a vivere. Vendeva i suoi oggetti online, ma soprattutto nei mercatini, che frequentava assiduamente.
A farsi primo portavoce del dolore della comunità, il sindaco di Fiavé, Beniamino Bugoloni: «Abbiamo ricevuto la notizia durante la seduta di giunta e siamo rimasti tutti costernati. Personalmente conoscevo Carmen solo da due anni, da quando frequentavo la casa di Luca per motivi elettorali. Una persona a modo, disponibile con tutti». Mercoledì era in programma un incontro sulla sicurezza con le forze dell’ordine, «ma non appena si è sparsa la notizia della morte di Carmen – dice Bugoloni – la serata è stata annullata».
Profondamente colpito Claudio Bassetti, presidente delle Comunità di accoglienza (Cnca), e amico di lunga data della coppia. Poco prima della tragedia, Luca era proprio a casa di Bassetti: «Un’ora dopo avermi salutato, mi ha chiamato per comunicarmi la morte della moglie. Carmen era un donna dal cuore grande – la ricorda – ho avuto la possibilità di visitare il suo laboratorio. Ho trovato un ambiente magico, Carmen era creatrice di bellezza, trasformava il mondo in meglio attraverso i suoi piccoli gioielli».
«Carmen si schermiva – continua – era timida, riservata, un sentire tutt’altro che snob, che ti trasmetteva con un grande sorriso. Una perdita enorme per la sua famiglia, che amava – conclude Bassetti – ma anche per la comunità». «Carmen metteva anima e corpo in tutto ciò che faceva». Così la ricorda Paolo Tonelli, storica «voce sociale» del Trentino e legato da decenni a Carmen e Luca. «Aveva amore per il suo lavoro, per la sua famiglia, per la mamma di cui si prendeva cura. Non si fermava mai. Una donna – aggiunge Tonelli- che aveva nella gentilezza e nel rispetto delle idee altrui la cifre del suo stare con il prossimo». Sin dal primo mattino di ieri è cominciato un lungo pellegrinaggio nell’abitazione della donna. Tantissimi amici, conoscenti, compaesani hanno voluto portare una parola di conforto, un abbraccio, a Luca e Martino. Testimonianza concreta di una comunità allargata che si è ritrovata orfana di una persona che ha scritto relazioni autentiche.
L’ultimo saluto, domani pomeriggio, alle 14, nella chiesa di Fiavé.
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