Il caso
martedì 3 Febbraio, 2026
Termovalorizzatore in Trentino, Ischia Podetti in pole per la collocazione del nuovo impianto
di Tommaso Di Giannantonio
In arrivo la relazione tecnica della Provincia sull’impianto che dovrà chiudere il ciclo sul territorio
Si entra in uno dei mesi decisivi per la futura gestione dei rifiuti urbani prodotti in Trentino. L’assessora provinciale all’ambiente Giulia Zanotelli, infatti, aveva annunciato che a febbraio sarebbe stato presentato il piano di Piazza Dante sull’impianto che dovrà chiudere il ciclo dei rifiuti (oggi, con le discariche al capolinea, l’indifferenziato si esporta fuori provincia). Sulla tecnologia ci sono pochi dubbi: si lavora per realizzare un termovalorizzatore, alias inceneritore. Per quanto riguarda il sito, invece, sta prendendo sempre più quota l’ipotesi di Ischia Podetti, la discarica di Trento.
A metà dicembre la Provincia aveva riferito che «la costituzione dell’Egato (il nuovo consorzio di gestione dei rifiuti, ndr) sarà formalizzata entro febbraio 2026. Sempre a febbraio — aggiungeva — sarà completata e trasmessa all’Ente la relazione tecnica che definirà in modo puntuale dimensionamento, tecnologia e ipotesi di localizzazione dell’impianto». Ecco, secondo indiscrezioni, i tecnici della Provincia stanno preparando una relazione che prevede la realizzazione del termovalorizzatore a Ischia Podetti. La scelta della discarica come localizzazione presenta un duplice vantaggio: da un lato la prossimità con i depositi di rifiuti e dall’altro la presenza di studi meteo-climatici già realizzati per l’ipotesi inceneritore valutata ormai più di quindici anni fa. Il che consentirebbe di ridurre i tempi di autorizzazione: si potrebbe risparmiare almeno un anno. Ma ci sono anche due punti a sfavore di questa ipotesi: le criticità a livello logistico (bisognerebbe modificare la viabilità) e le difficoltà tecniche legate alla realizzazione di un’eventuale rete di teleriscaldamento (ritenuta da molti quasi indispensabile, altrimenti l’impianto diventerebbe particolarmente oneroso). Inoltre la maggioranza dovrebbe affrontare (anche al suo interno) l’opposizione della Rotaliana, verso cui andrebbero i fumi dell’impianto.
La giunta provinciale, tuttavia, pare intenzionata ad andare a fondo. «Una volta condivisi indirizzi e scelte strategiche — aveva fatto sapere Piazza Dante — nel corso del 2026 potranno prendere avvio progettazione, valutazione di impatto ambientale e iter autorizzativi e successiva realizzazione dell’infrastruttura». Questo mese, quindi, la Provincia consegnerà una proposta all’Egato e poi si aprirà il confronto, che – stando agli obiettivi della giunta – dovrà dare i suoi frutti entro il 2026. Formalmente, infatti, la scelta finale spetta all’Egato.