L'intervista
domenica 11 Gennaio, 2026
Trombetta (Forum Pace) non ci sta e risponde alle critiche sul caso Venezuela: «La guerra è violenza»
di Donatello Baldo
Il presidente dell'ente interviene dopo il comunicato contro gli Usa: «Gerosa non è d'accordo? È nostro dovere denunciare l'attacco degli Stati Uniti»
Antonio Trombetta è il presidente del Forum per la pace e i diritti umani, scelto da un’assemblea che riunisce tantissime associazioni, tra cui la sua, Deina Trentino. Il tanto contestato comunicato lo ha firmato lui, ed ora è accusato di partigianeria, di criticare gli Usa definiti «aggressori» senza condannare Nicolàs Maduro, e soprattutto le violazioni dei diritti umani perpetrate dal suo governo.
Presidente, è criticato aspramente da tutto il centrodestra. Come si difende?
«Nel comunicato non è stato fatto cenno alla situazione interna al Venezuela, né a Maduro ed è vero, nemmeno ai diritti umani violati da quel governo da molti anni. Ma l’intento era diverso, l’obiettivo era quello di denunciare il fatto di questi giorni, l’attacco militare, e quindi violento, bellicistico, che ha subito il Venezuela. Un’azione che è l’esatto contrario di quello che dovrebbe essere la relazione tra Stati dentro un quadro di diritto internazionale. Denunciare questo aspetto non significa escludere tutto quello che succede in quel Paese. E il Forum non ha nessuna intenzione di escluderlo».
Le contestano però di non aver avuto una visione equilibrata, bipartisan, equidistante. Insomma, di essere ideologici come Forum Pace.
«Noi come ente ci occupiamo di pace e di diritti umani e lo facciamo a tutto tondo. E lo facciamo con uno sguardo molto ampio attraverso il dialogo e il confronto con le tante associazioni che compongono l’assemblea del Forum. Credo sia sbagliato affermare che siamo focalizzati solo su un punto di vista. Siamo invece una realtà che raccoglie una pluralità di voci. Lo facciamo incontrando le comunità sui territori, ma anche osservando, analizzando, studiando, avvalendoci pure della collaborazioni di realtà nazionali e internazionali».
C’è chi vi rimprovera di non occuparvi di altri fronti di guerra…
«Solo nell’ultimo periodo ci siamo occupati di Congo, di Sud Sudan, di Palestina, di Ucraina. Ma non solo, perché nella sua attività il Forum cerca di prendere in considerazione tutto quanto riguarda la pace e i diritti umani, ovunque nel mondo».
Dovevate astenervi da valutazioni politiche, anche questa è una critica che vi viene rivolta.
«Ma è il nostro ruolo occuparcene, se significa occuparsi di quanto avviene nel mondo. Il Forum è chiamato proprio a questa responsabilità, alla denuncia dell’uso della violenza, sempre e comunque, difendendo invece i valori della nonviolenza, la promozione della pace e della diplomazia internazionale».
Quindi non siete mossi da partigianeria. L’assessora Gerosa con delega alla Pace dice che avete criticato gli Usa ma non Maduro.
«Il Forum non è dalla parte di nessun governo. Ma dalla parte della pace, che non si fa aggredendo uno Stato, che non si fa usando le armi. Punto. Questo è il nostro mandato, e vorrei ricordare che c’è una legge che definisce tutto questo».
Il consigliere di Forza Italia Claudio Cia chiede di chiudere il Forum. Cosa verrebbe a mancare?
«Anzitutto il rispetto di una legge provinciale che lo ha istituito nel 1991. Poi verrebbe a mancare un ente che da 35 anni, su tutto il territorio, con tutte le associazioni e le realtà, indipendentemente dal colore politico o dall’orientamento ideologico, senza mai chiudere la porta in faccia a nessuno, cerca di sensibilizzare, di educare, di formare alla pace. E oggi come oggi ce n’è davvero un grande bisogno».